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Foto www.sanvittorino.it

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San Vittorino: dove ogni mese è un mese mariano

Presso il santuario di Nostra Signora di Fatima, situato nei pressi di Tivoli, si vive una spiritualità nel segno della misericordia che, assieme alla preghiera e alla penitenza, può cambiare la storia

Uno dei più conosciuti e frequentati santuari del Lazio – con circa 20mila pellegrini l’anno – è quello di San Vittorino, nei pressi di Tivoli. Strettamente legato al culto di Nostra Signora di Fatima, cui è dedicato, il santuario è retto da più di cinquant’anni dagli Oblati di Maria Vergine che, in ogni momento dell’anno, promuovono una spiritualità autenticamente mariana, in particolare attraverso rosari e processioni.

Alla vigilia della festa di Nostra Signora di Fatima, che domani sera vedrà la solenne processione con i flambeaux, il rettore di San Vittorino, padre Carlo Rossi OMV, ha spiegato il legame tra la sua congregazione e il santuario, offrendo una riflessione sull’attualità delle apparizioni di Fatima, il cui messaggio va visto – a maggior ragione in quest’anno giubilare – non in un’ottica “apocalittica” o “sinistra” ma nel segno della misericordia che, unita alla preghiera e alla penitenza, può cambiare in meglio la storia.

Padre Carlo, può raccontarci in breve la storia del Santuario di San Vittorino e, in modo particolare, il suo legame con le apparizioni di Fatima?

La Chiesa dedicata a Nostra Signora di Fatima in San Vittorino, anche se è tradizionalmente riconosciuta come santuario, è in realtà proprietà della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine, fondata dal Venerabile Pio Bruno Lanteri nel 1816 e che ha ricevuto l’Approvazione Pontificia il 1° settembre 1826.

Il legame particolare fra la nostra Congregazione e la spiritualità di Fatima può certamente individuarsi nella devozione verso il Cuore Immacolato di Maria, trasmessaci direttamente dal nostro Fondatore. Negli anni ’50, poi, presso la Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami al Mamertino (affidata allora alla cura pastorale della Congregazione OMV), cominciò a svilupparsi più specificamente un movimento devozionale verso una piccola statua della Vergine di Fatima, che è ancora conservata e venerata in una cappella laterale della stessa Chiesa. Le vie misteriose della Provvidenza ci hanno poi portato a San Vittorino, dove è sorto il Santuario.

Da quanto tempo e in che circostanze gli Oblati di Maria Vergine hanno assunto la guida del Santuario?

Gli Oblati sono presenti in forma stabile a San Vittorino fin dal 1962, con la costruzione del Seminario (oggi Casa di Spiritualità “P. Lanteri”) e l’edificazione di una piccola cappella dedicata alla Madonna di Fatima (oggi Cappella dei Beati Francesco e Giacinta). Nel 1971, poi, incoraggiati dalla devozione che si andava diffondendo con la presenza di numerosi pellegrini, hanno iniziato la costruzione dell’attuale Santuario, inaugurato ufficialmente il 13 maggio 1979.

Fin dagli inizi, quindi, il Santuario è stato affidato alla direzione e cura pastorale degli OMV, tranne il periodo che va dal 1991 al 1999. In quel tempo, infatti, alcuni confratelli, dopo essersi separati singolarmente dalla Congregazione e costituitisi successivamente in Assemblea pubblica di Fedeli (poi Congregazione), hanno assunto la direzione del Santuario, con l’appoggio del Vescovo diocesano di quel tempo. Tuttavia, gli Oblati hanno continuato a considerare il Santuario di San Vittorino come una base fondamentale ed imprescindibile per realizzare il proprio carisma, sostenuti dallo sguardo materno di Maria, verso il cui Cuore Immacolato essi hanno avuto da sempre una speciale devozione. Per questi motivi, essi non si sono sottratti dal far presenti i propri diritti presso le sedi idonee e nelle forme e nei modi opportuni. Così, dopo lunghi anni di confronto e di chiarimenti, finalmente nel dicembre del 1999 la Santa Sede ha stabilito autorevolmente che il Santuario fosse affidato nuovamente alla nostra cura pastorale.

A partire dal 2000, poi, sono state apportate ampie modifiche strutturali al Seminario, trasformandolo in Casa di Spiritualità, che così da allora affianca l’opera evangelizzatrice del Santuario, proponendo corsi di esercizi, EVO, itinerari di crescita spirituale e varie altre iniziative rivolte alle diverse categorie di persone.

In che modo viene vissuto il mese mariano al vostro santuario?

Possiamo dire, che nel nostro Santuario, ogni mese dell’anno ha una specifica connotazione mariana, in quanto cerchiamo di vivere e promuovere costantemente la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Inoltre, abbiamo voluto dare una connotazione specifica a ciascuna domenica del mese, secondo le prospettive dello stesso Messaggio di Fatima.

Così, nella 1° domenica sottolineiamo l’aspetto della preghiera e della riparazione con l’adorazione eucaristica, la processione riparatrice, durante la quale si recita il Santo Rosario meditato.

Nella 2° viene promosso l’aspetto formativo della spiritualità mariana, mediante catechesi mariane, con la collaborazione dei responsabili della Pontificia Accademia Mariana.

Nella 3° viene privilegiato l’aspetto della solidarietà universale con l’adorazione eucaristica per gli ammalati nel corpo e nello spirito e una speciale preghiera di intercessione.

Nella 4°, infine, si dà spazio a particolari iniziative per i giovani e le famiglie, quali scuole di preghiera, ritiri spirituali, ecc.

Comunque, il mese di maggio riveste anche per noi un’importanza particolare. In genere si apre con la festa del “Flores de Majo”, celebrata con grande entusiasmo dalla Comunità Filippina, che ormai da più di dieci anni si riunisce presso il nostro Santuario per la celebrazione eucaristica delle 10.30, ogni prima domenica del mese.  Inoltre, in questo mese c’è la ricorrenza specifica della prima apparizione della Madonna a Fatima, il 13 maggio, che per il nostro Santuario è Solennità. Si celebra, quindi, la novena di preparazione con recita del Rosario meditato e un ricordo specifico nell’omelia, durante le celebrazioni eucaristiche. A partire proprio dalla sera del 13 maggio (e proseguendo il 13 di ogni mese, fino ad ottobre) inizia la processione serale con i flambeaux. Il concorso di popolo, in tali circostanze, è veramente elevato, anche nei mesi estivi, e la partecipazione di tutti è particolarmente sentita. A tali processioni fa sempre seguito la celebrazione eucaristica, durante la quale, nell’omelia, si cerca di mettere in risalto l’aspetto peculiare della specifica apparizione che si commemora.

In questi ultimi anni, il Vescovo di Tivoli, mons. Mauro Parmeggiani, è puntualmente presente all’appuntamento mariano del 13 maggio, partecipando alla processione e presiedendo la celebrazione eucaristica, che si conclude con la preghiera dell’affidamento alla Santa Vergine. Per quest’anno la processione mariana si estenderà anche al Borgo di San Vittorino, coinvolgendo tutta la parrocchia.

Il giorno successivo, ci raccoglieremo ancora una volta, insieme con il nostro Pastore, intorno alla nostra Santa Madre, per celebrare la solenne Veglia diocesana di Pentecoste, nell’attesa del dono dello Spirito, promesso dal Signore Risorto ai suoi discepoli. Vivremo così, con intenso fervore, la stessa esperienza degli Apostoli, riuniti in preghiera nel cenacolo, insieme con Maria, la Madre di Gesù.

Concluderemo questo mese mariano, con la recita del Santo Rosario presso le cappelle dei Misteri, dall’Annunciazione alla proclamazione di Maria Regina dell’Universo, che circondano l’ampio piazzale antistante al Santuario, per rispondere con la nostra umile preghiera agli appelli accorati e materni della nostra buona Madre.

Quanti pellegrini visitano San Vittorino ogni anno?

Il nostro Santuario, attualmente, è certamente fra i primi nel Lazio per ampiezza di spazi e partecipazione di pellegrini, che provengono non solo dai paesi vicini, ma anche dalla Capitale e da altre Regioni. La frequenza delle persone è abbastanza alta, soprattutto nelle Domeniche e nelle maggiori festività liturgiche, quali il Natale, la Domenica delle Palme e la Pasqua. Nelle processioni serali del 13, specialmente a maggio e ad ottobre, le presenze dei pellegrini raggiungono anche il numero di circa 1.400 persone. È ormai consuetudine, fra l’altro, celebrare presso il Santuario alcuni eventi diocesani, quali la celebrazione della Giornata Mondiale del Malato l’11 febbraio e della Solenne Veglia di Pentecoste. Durante i mesi primaverili, poi, il Santuario si rende disponibile ad accogliere numerosi gruppi parrocchiali, in occasione della preparazione immediata alla celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, offrendo l’aiuto per le confessioni e proponendo anche la presentazione di una riflessione particolare sul messaggio mariano di Fatima. Quindi, possiamo dire che il numero complessivo di pellegrini superi ampiamente le ventimila presenze annuali.

Qual è, a suo avviso, l’attualità delle apparizioni di Fatima, in particolare nel contesto dell’Anno Santo della Misericordia e a un anno dal centenario?

Il Messaggio di Fatima è per me oggi di grande attualità. I molteplici interventi di San Giovanni Paolo II lo dimostrano ampiamente. Dopo la sua autorevole interpretazione della terza parte del Segreto, avvalorata dal documento dell’allora card. Ratzinger, esso è stato definitivamente liberato anche da quella visione apocalittica e sinistra, che molti vi associavano. Esso è, dunque, un segno della Misericordia di Dio per gli uomini del nostro tempo, è parola profetica per il nostro mondo dilaniato da tante calamità naturali e dalla guerra. È un intervento divino nella storia umana, realizzato mediante il Volto materno di Maria.

Da Fatima si irradia la luce della grazia divina, la luce della speranza, che offre una risposta certa agli interrogativi dell’umanità, al bisogno di trovare il senso e il significato della vita quotidiana, delle sue fatiche e dei suoi dolori.

Richiamandoci fortemente alla conversione, la Vergine ci ricorda che la storia può essere cambiata grazie alla preghiera, alla penitenza e all’offerta della propria sofferenza. Ci indica, così, la via della santità e la nostra vocazione all’amore, esortandoci alla solidarietà con tutti i fratelli, specialmente con quelli più bisognosi della divina misericordia.

About Luca Marcolivio

Roma, Italia Laurea in Scienze Politiche. Diploma di Specializzazione in Giornalismo. La Provincia Pavese. Radiocor - Il Sole 24 Ore. Il Giornale di Ostia. Ostia Oggi. Ostia Città (direttore). Eur Oggi. Messa e Meditazione. Sacerdos. Destra Italiana. Corrispondenza Romana. Radici Cristiane. Agenzia Sanitaria Italiana. L'Ottimista (direttore). Santini da Collezione (Hachette). I Santini della Madonna di Lourdes (McKay). Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato (Vallecchi).

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