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Ordinazioni sacerdotali - 7 maggio 2017 - Foto © PHOTO.VA - OSSERVATORE ROMANO

San Pietro: Papa Francesco ordina 16 sacerdoti

Comunicato stampa del Vicariato di Roma

Alle 9.15 di domenica 22 aprile, 55ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, nella basilica di San Pietro il Pontefice presiederà la Messa di ordinazione presbiterale di sei diaconi che si sono formati al Collegio diocesano missionario di Roma Redemptoris Mater, cinque al Pontificio Seminario Romano Maggiore, quattro alla Famiglia dei Discepoli e un religioso della Piccola Opera della Divina Provvidenza (Don Orione).
Concelebreranno, tra gli altri, l’arcivescovo vicario ANGELO DE DONATIS, che venerdì 20 alle 19.30 presiederà nel Pontificio Seminario Romano Maggiore la veglia diocesana per le vocazioni, i vescovi ausiliari, i superiori dei seminari interessati e diversi sacerdoti della diocesi di Roma.

Sono 16 i diaconi che domenica 22 aprile saranno ordinati sacerdoti nella Messa solenne presieduta da Papa FRANCESCO, con inizio alle 9.15, nella basilica di San Pietro. I nuovi presbiteri – undici per la diocesi di Roma – pronunceranno il loro “sì” nella IV domenica di Pasqua, detta del Buon Pastore, in cui la Chiesa celebra la 55ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni (venerdì 20, alle 19.30 nel Pontificio Seminario Romano Maggiore, il vicario ANGELO DE DONATIS presiederà la veglia di preghiera per le vocazioni). Sei di loro si sono formati al Collegio diocesano Redemptoris Mater, cinque hanno studiato presso il Seminario Romano Maggiore, quattro appartengono alla Famiglia dei Discepoli e uno alla Piccola Opera della Divina Provvidenza (Don Orione) e ha compiuto il suo percorso presso la parrocchia di Ognissanti a via Appia. Hanno origini, esperienze di vita e carismi diversi ma per tutti la “chiamata” è stata fonte di gratitudine e speranza. «È per dire il mio “grazie” a Dio che ho scelto la strada del sacerdozio – racconta al settimanale diocesano Roma Sette in edicola domenica scorsa con Avvenire THIERRY RANDRIANANTENAINA, 27 anni, originario del Madagascar e studente del Redemptoris Mater -.
Il matrimonio dei miei genitori infatti si è salvato per pura grazia: è stato un segno di fedeltà che il Padre mi ha fatto sperimentare nella mia vocazione e che tuttora è seme di speranza nel mio futuro ministero». Il padre ha avuto un problema di alcolismo che ha pesato sull’equilibrio familiare ma «l’accompagnamento della Chiesa, in particolare con l’esperienza del Cammino neocatecumenale – spiega – ci ha fatto sperimentare la misericordia di Dio». Anche la vocazione di JURAJ BAŠKOVIĆ, 37 anni, croato, è maturata in seno al Cammino neocatecumenale insieme a quella di altri quattro ordinandi: il trentasettenne PHAOLO DO VAN TAN, originario del Vietnam, il coetaneo THEIN LWIN, del Myanmar, il colombiano FABIO ALEJANDRO PERDOMO LIZCANO, del 1982, e MOISES PINEDA ZACARIAS, nato a San Salvador nel 1990. RENATO TARANTELLI BACCARI, della parrocchia San Giuseppe al Trionfale, 41 anni, è il più grande dei cinque ordinandi del Seminario Romano Maggiore: «La mia vocazione tardiva – racconta – è giunta dopo che già avevo improntato la mia vita affettiva e professionale come docente di Diritto tributario»; nove anni fa «un’esperienza dirompente», quale il cammino da Lourdes a Santiago, «mi fece capire che volevo, ed ero, qualcosa di diverso. Mi sono sentito amato di una dolcezza e una tenerezza mai sperimentate: il Signore mi ha sorpreso e io ho sorpreso me stesso trovando il coraggio, senza riserve, di dire “sì” alla Sua chiamata». Anche GABRIELE NASCA, della parrocchia Santa Maria Addolorata, 29 anni, ha sentito «cadere le difese e crollare le paure di fronte alla chiamata del Signore»; così come EMILIO CENANI, 32 anni, e i diaconi MASSIMO CUNSOLO, 28 anni, e MICHELE FERRARI, 26 anni.
Don GABRIELE FARAGHINI, rettore del Seminario Romano Maggiore da settembre, si dice «grato per raccogliere questi frutti che non ho piantato e non ho contribuito a far crescere», e auspica che i nuovi sacerdoti «non perdano mai l’entusiasmo dell’evangelizzazione, continuando ad amare il Pastore e le sue pecore».

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