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Roma festeggia i Santi Cirillo e Metodio

Eucaristia nella chiesa di San Clemente, dov’è sepolto San Cirillo

di Sergio Mora

ROMA, martedì, 15 febbraio 2011 (ZENIT.org). “Uscire dalle nostre chiese e invitare la società per celebrare le nostre radici cristiane” in questi due anni che preparano alla festa giubilare per i 1050 anni di San Cirillo, “evento spirituale che vuole coinvolgere anche la società civile”.

E’ stato questo l’invito rivolto questo lunedì dal Cardinale Miloslav Vlk durante l’omelia della Messa celebrata nella festa dei Santi Cirillo e Metodio nella chiesa romana di San Clemente, tradizionale luogo di pellegrinaggio in Europa dei popoli slavi.

Il porporato ha chiesto di “commemorare la ricorrenza con tutte le altre chiese perché all’epoca non c’era la divisione”.

San Cirillo, vissuto nel IX secolo, ha evangelizzato la Pannonia e la Moravia e ha inventato l’alfabeto glagolitico, più conosciuto come cirillico. San Metodio era suo fratello. Entrambi sono venerati sia dalla Chiesa cattolica che da quella ortodossa. Sono patroni d’Europa, insieme a San Benedetto da Norcia.

La Messa che è stata concelebrata dall’Arcivescovo emerito di Praga, Dominik Duka, e da quasi un centinaio di sacerdoti. Il coro misto di San Stanislao del liceo classico diocesano di Lubiana ha accompagnato la celebrazione con canti polifonici.

Al termine della Messa, i celebranti, seguiti dai rappresentanti del corpo diplomatico e dai circa 400 fedeli presenti, si sono recati in processione al settore archeologico della chiesa di San Clemente, situato sotto la chiesa, dove si trova la tomba di San Cirillo, mente si cantavano le Litanie dei Santi.

Lì, per intercessione dei Santi Cirillo e Metodio, si è pregato perché “si dilatino su tutta la terra gli spazi della fede e della carità” ed è stata impartita la benedizione solenne.

Il rettore del Pontificio Collegio Nepomuceno, monsignor Jan Mràz, ha indicato che le reliquie di San Cirillo sono state riposizionate negli anni ’60 nell’altare laterale destro della chiesa, sopra la sua tomba situata nella parte inferiore della stessa.

Ogni anno, ha precisato, i festeggiamenti dei santi patroni d’Europa sono organizzati a turno dal Collegio croato, sloveno, ceco o slovacco, e quindi quest’anno sono stati loro a organizzare la festa.

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