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RnS: canto, lode e adorazione per un cammino di vita nuova

Mons. Pitta e Mons. Caiazzo alla seconda sessione della 40a Conferenza nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo a Rimini

Si è aperta con il saluto di Salvatore Martinez, presidente di Rinnovamento nello Spirito Santo, la seconda giornata (30 ottobre) della Conferenza Nazionale Animatori del grande movimento. Nella sala del Palacongressi di Rimini si è levato subito un coro unanime di voci, quasi ad esorcizzare le drammatiche notizie del terremoto che si andavano rapidamente diffondendo.

“Madre Teresa ci ha insegnato che la tristezza non ha mai salvato nessuno, anzi è l’anticamera del peccato!” ha detto Martinez. E allora i 5.000 animatori hanno ripreso a cantare il loro ‘Osanna all’Altissimo’, perché musica, canto, lode e adorazione sono gli elementi inscindibili di Rinnovamento nello Spirito.

Quasi un’ora di preghiera cantata per accompagnare la recitazione delle lodi, scandite dai fratelli del Comitato Nazionale sul palco. “Queste danze, questi canti non sono né evanescenti né effimeri – ha detto Martinez –. San Paolo loda coloro che nella tribolazione sanno conservare la gioia”.

È stato poi il momento di una testimonianza: quella di Michele, animatore di RnS da 17 anni. Sua moglie Sonia quest’anno non ha potuto esserci, perché ricoverata in ospedale per una grave malattia. Ma Sonia ha voluto che Michele partecipasse comunque, tanto è forte la fede che li unisce. Altrettanto commovente la testimonianza di una sorella del RnS che ha perso i suoi parenti più cari nel terremoto del 24 agosto.

Dopo un rosario collettivo, Martinez ha introdotto mons. Antonio Pitta, docente di esegesi del Nuovo Testamento presso la Pontificia Università Lateranense, preannunciando le quattro dimensioni oggetto di riflessione da parte del biblista: l’esperienza dello Spirito Santo, l’esperienza del “kerygma”, l’esperienza della conversione, l’esperienza del discepolato.

Mons. Pitta ha aperto il suo intervento ricordando il discorso che San Paolo rivolge ai cristiani di Corinto. In tale discorso Paolo afferma che la sua parola e la sua predicazione non poggiano su “persuasivi discorsi di sapienza”, bensì sulla “dimostrazione dello Spirito e della sua potenza”, affinché la fede dei cristiani sia fondata “non nella sapienza degli uomini, ma nella potenza di Dio”.

“Paolo non intende affatto negare l’importanza dei miracoli e della sapienza umana – ha precisato il relatore – piuttosto rifiuta, in modo categorico, una fede che possa prescindere dal Cristo crocifisso riconosciuto come tale con la potenza dello Spirito”.

“Dio ha scelto ciò che è folle, ignobile e debole per confondere chi è sapiente, nobile e forte – ha spiegato Pitta –. Dio non sceglie alcuni per escludere altri, ma sceglie alcuni per includere tutti; e per realizzare tale disegno parte dagli ultimi per raggiungere i primi. Basta l’ascolto qualificato dalla fede perché si sia in condizione di essere irrorati dall’azione dello Spirito”.

Il biblista si è quindi soffermato sul concetto di “kerygma”, ossia la parola usata nel Nuovo Testamento per indicare l’annuncio del messaggio cristiano: “Senza la dimensione kerygmatica, il battesimo e l’eucaristia rischiano di essere appiattiti a livello dei culti misterici, in cui l’individualismo e l’appropriazione estatica del trascendente assumono il sopravvento sulla vita ecclesiale”.

In merito all’esperienza della conversione e con riferimento alla lettera ai Corinzi, mons. Pitta ha sottolineato che “il rapporto con Cristo esclude ulteriori relazioni, come quelle segnate da immoralità”. Perché il nostro corpo è il tempio di Dio e dello Spirito che vi abita.

Infine l’esperienza del discepolato o della mimesi di Cristo: “Per Paolo – ha concluso Pitta – l’esperienza del discepolato è quella dell’imitazione di Cristo che lo Spirito produce nella vita dei credenti. Se Paolo può chiedere alle sue comunità di imitarlo è perché stabilisce con loro una relazione intima di genitorialità e non di semplice formazione pedagogica. Pertanto non l’autorità, ma l’intimità tra persone è la fonte di un naturale processo imitativo tra esse in cui ciò che le accomuna si declina con le peculiarità e le originalità di ciascuno”.

Alla relazione di mons. Pitta è seguita la Concelebrazione Eucaristica presieduta da mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina, che ha offerto nella sua omelia una lettura pastorale di grande interesse in merito alla sua esperienza sacerdotale di assistenza ai gruppi e alle comunità di Rinnovamento nello Spirito in Calabria.

La sessione pomeridiana è stata riservata ai simposi di approfondimento. Il primo simposio, a cura di Giuseppe Contaldo, ha riguardato i modi di preparazione attiva per tutti coloro che vogliono iniziare un cammino di vita nuova attraverso la conoscenza della spiritualità carismatica del RnS. Il secondo simposio, a cura di Bianca Maria Marcocci, ha illustrato i modi in cui accompagnare i fratelli nel Seminario di vita nuova nello Spirito. Il terzo simposio, a cura di Bruna Pernice, ha illustrato come condurre la preghiera per una nuova effusione dello Spirito.

Di particolare interesse, anche da un punto di vista organizzativo, il quarto simposio intitolato “Come avviare il discepolato post effusione dello Spirito”. Tema centrale dell’intervento di Sebastiano Fascetta, per molti anni coordinatore RnS della Sicilia, è stato il bisogno di formazione. “Nel Vangelo – ha spiegato Fascetta – ci sono oltre 200 domande poste da Gesù. Il bravo insegnante non è colui che risponde a tutte le domande, ma colui che suscita interrogativi. Ciò che occorre – ha concluso – è una formazione capace di dare delle chiavi di lettura esistenziali”.

L’ultimo argomento in programma, a chiusura della seconda sessione della Conferenza, era intitolato: “Raccontiamo il Giubileo della Misericordia”. Un suggestivo collage di video, immagini, testimonianze e momenti da ricordare, che hanno scandito la partecipazione del RnS al Giubileo voluto da Papa Francesco.

Tra i momenti più intensi di tale partecipazione: la Giornata Mondiale della Gioventù svoltasi a Cracovia; il Pellegrinaggio delle Famiglie a Genova; il viaggio nella Repubblica Moldava; la visita in Sicilia al polo di eccellenza di promozione umana e della solidarietà “Mario e Luigi Sturzo”; il convegno interreligioso “La madre di tutte le crisi è spirituale”, organizzato dalla Fondazione vaticana “Centro Internazionale Famiglia di Nazareth” presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma.

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