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Meeting Brno - Facebook

Rimini e Brno, due Meeting fratelli

A Brno un Meeting per la riconciliazione di Moravia, Boemia e Slesia nello stile della Fondazione Meeting per l’amicizia tra i popoli

Dal 23 maggio al 2 giugno 2016 si è tenuta la prima edizione del Meeting di Brno, manifestazione animata da incontri, mostre e spettacoli su diretta ispirazione dell’omonima settimana riminese. Oggi a Rimini il confronto tra gli organizzatori del festival ceco ed Emilia Guarnieri, Presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia dei popoli si è svolto nel corso dell’incontro “Un cammino di riconciliazione. La storia del Meeting di Brno”.

A illustrare la storia e il messaggio ispiratore del Meeting di Brno è stato Bernd Posselt, Presidente del Sudetendeutsche Landsmannschaft e già Parlamentare europeo. “Fino al XIX secolo l’asburgico Regno di Moravia, Boemia e Slesia vedeva la pacifica convivenza di abitanti di lingua ceca e tedesca. L’avvento dei nazionalismi distrusse, però, l’armonia tra questi due gruppi. Ai crimini nazisti contro cechi, ebrei e rom fece seguito la rappresaglia comunista contro i cittadini tedeschi, culminata il 30 maggio 1945 nella deportazione di ventimila persone dalla città, ottomila delle quali trovarono la morte e vennero seppellite in una fossa comune al confine con l’Austria.

Proprio da lì – ha spiegato Posselt – le autorità di Brno hanno voluto che muovesse, nel 2015, un gesto che sancisse la ritrovata unità tra i due popoli: il Pellegrinaggio di Riconciliazione, simbolicamente diretto in senso inverso. È poi nato – ha concluso – il desiderio di mantenere vivo lo spirito di quello storico momento attraverso il Meeting”.

Tra gli organizzatori della manifestazione anche Katerină Tucková, autrice de “L’espulsione di Gerta Schnirch”.

Il romanzo, storia di una giovane madre deportata, è nato da un’appassionata ricerca della scrittrice per far luce su ciò che la storiografia ufficiale del suo paese aveva a lungo taciuto, in particolare nelle scuole.

“Per gli studi universitari mi trasferii in un quartiere vicino al centro, in cui bellissimi edifici decadenti facevano da sfondo ad un inspiegabile degrado. Indagandone i motivi scoprii che a pochi chilometri da lì era la fossa comune in cui si era consumata la tragedia dei sudeti. E intervistando dei sopravvissuti appresi una storia che mi colpì particolarmente, quella di Gerta, una ragazza della mia età, strappata alla sua casa col suo bimbo di sei mesi, testimone di orrori perpetrati contro indifesi, e poi, dopo la guerra, dell’emarginazione che ancora a lungo subirono i tedeschi”.

Il romanzo termina con i primi passi mossi dalle autorità di Brno verso quella riconciliazione che avverrà nel 2015.

“Il pellegrinaggio – ha concluso la Tucková – ci ha uniti e ha riaffermato che la riconciliazione è necessaria per far evolvere la società ceca. Perciò abbiamo voluto continuare questo lavoro con il Meeting, creando anche una piattaforma online attraverso la quale i giovani possano confrontarsi”.

I gesti che hanno aperto questa strada sono nati dalla semplicità di un incontro, e in questa semplicità molto ancora può sorgere: questo ha sostenuto un altro degli artefici del Meeting, David Macek, direttore della DRFG Foundation, sottolineando il ruolo dell’Italia nella genesi dell’evento.

“Il 7 marzo 2015 Papa Francesco ci ha ricordato che “Tutto, nella nostra vita, oggi come al tempo di Gesù, incomincia con un incontro”, ed ho voluto farne un metodo di lavoro. Ad aprile 2015, trovandomi a Milano per l’Expo, ho chiamato Cometa, e da quell’incontro è nato un gemellaggio tra la loro scuola ed una di Brno.

Di ritorno mi ha contattato Bernd Posselt, invitandomi alla festa della Pentecoste che fanno in Germania. Per un ceco parteciparvi è considerato quasi un tradimento nazionale, ma lì ho visto tanti volti così belli che ho desiderato che fosse possibile anche a Brno un incontro tra cechi e tedeschi. Infatti due anni fa ero stato per la prima volta al Meeting di Rimini, e questo incontro mi aveva vinto: nei volti di miei amici volontari avevo visto un vero cambiamento. Proprio mentre ritornavo dal Meeting dello scorso anno Katerină Tucková mi ha invitato al pellegrinaggio di riconciliazione e io le ho proposto di creare anche Brno un incontro aperto a tutto il mondo.

Tutto questo è avvenuto in un momento storico caratterizzato dalla forte ondata migratoria in Europa. Quando il fenomeno ha interessato anche la Repubblica Ceca, alcuni politici hanno speculato fomentando la paura della gente. Ma a me è venuta voglia di conoscere i rifugiati, e in loro ho scoperto uomini, donne e bambini che potrei invitare a casa mia. Così ho deciso, dopo 19 anni, di lasciare il mio partito, che osteggiava un rapporto con i rifugiati, e con i miei amici ho organizzato il Meeting, da cui è nata poi l’amicizia con Emilia Guarnieri”.

Il diretto coinvolgimento dell’amministrazione di Brno nelle iniziative per la riconciliazione tra i popoli è stato, infine, testimoniato da Petr Kalousek, Assessore alla Cultura, che ha diffuso un messaggio del sindaco Petr Vokrál.

Obiettivo delle autorità cittadine è quello di “superare le ombre delle tragedie passate che ancora aleggiano a Brno”. Per questo nel 2015 è stato creato un vasto programma di oltre 80 eventi, che, accanto ad alcune reazioni negative, ne ha suscitate tante positive, e ha creato un nuovo rapporto con il governo tedesco. Al termine del momento più rappresentativo, il pellegrinaggio, è stato letta ufficialmente una dichiarazione di fiducia e perdono condiviso, che “ricorda che, avendo imparato dalla storia, non permetteremo più simili tragedie”.

Il tema del Meeting di Brno 2016, “Case perdute, Case ritrovate”, si apre, secondo Vokrál e Kalousek, a importanti riflessioni per l’edizione 2017: “Vogliamo rivolgerci in particolare agli studenti e agli universitari e parlare di migrazione e radicalizzazione della società, e porteremo avanti questo lavoro negli anni a venire. Il popolo ceco ha dovuto capire sulla propria pelle cosa significhi essere rifugiati, perché lo è stato del regime comunista, e perciò ora può ben capire cosa provino i migranti. Il Meeting avrà, allora, un ruolo importante per superare i confini degli stereotipi”.

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