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Riconoscere lo Stato della Palestina “facilita i negoziati di pace”

Il presidente del dipartimento per gli affari internazionali della Conferenza episcopale inglese e gallese, insieme a un vescovo anglicano, saluta con favore la decisione del governo britannico di riconoscere uno Stato palestinese

Il riconoscimento del diritto dei palestinesi ad avere un proprio Stato che possano chiamare patria “non può ulteriormente essere rinviato”. Lo afferma una dichiarazione congiunta firmata dal vescovo anglicano di Coventry Christopher Cocksworth e da mons. Declan Lanf, vescovo di Clifton e presidente del dipartimento per gli affari internazionali della Conferenza episcopale inglese e gallese.

È questo il commento che la Chiesa cattolica e anglicana riservano alla mozione approvata dalla Camera dei Comuni di Londra che chiede di riconoscere “lo Stato palestinese al fianco dello Stato di Israele” come “contributo per assicurare la soluzione negoziata dei due Stati” nella regione. I deputati britannici si sono pronunciati a larga maggioranza in favore dello Stato palestinese: 274 voti contro 12 contrari, astenuto il premier David Cameron.

Il voto, che non è affatto vincolante per il governo britannico, è ritenuto tuttavia un importante segnale dai rappresentanti delle due confessioni cristiane. “Tale riconoscimento di principio faciliterà e non ostacolerà i negoziati tra israeliani e palestinesi per concordare i dettagli di questo nuovo Stato sovrano creato ai confini di un Israele sicuro”, sottolinea la nota, ricordando che “la pace richiede una capacità di visione”.

Secondo il Patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, il riconoscimento dello Stato palestinese da parte del Parlamento britannico “può essere un buon esempio per altri Stati che ancora esitano. Dobbiamo avere il coraggio di dire le cose come stanno, senza complessi, senza paura, e tutto andrà bene”.

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