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Riccardo Jovine: un impegno per il bene comune

Un giovane candidato al Municipio XIII di Roma illustra la sua proposta tra concretezza operativa e rilancio dei valori

È uno dei candidati più giovani a scendere in campo per le elezioni amministrative a Roma. Riccardo Jovine, 21 anni, studente di giurisprudenza, ha una discreta esperienza di volontariato alle spalle e una buona conoscenza del suo territorio di residenza, il Municipio XIII, dove si candida per la lista Più Roma. All’entusiasmo tipico della sua età, unisce un sano senso pratico, come emerge da quanto ha raccontato a Zenit.

Riccardo, sei giovanissimo e già alla tua prima candidatura. Sembri smentire l’asserita disaffezione dei giovani alla politica…

Sì, frequento il secondo anno di giurisprudenza presso l’Università Europea di Roma e mi presento candidato nella lista Più Roma a sostegno di Roberto Giachetti per il Municipio XIII. Ho avuto esperienze nel sociale svolgendo attività di volontariato con il progetto “Angeli per un giorno”, dedicato ai bambini che vivono situazioni di marginalità e di disagio; ho avuto la possibilità di confrontarmi con culture diverse avendo vissuto per un certo periodo in Spagna e in Irlanda… Per quanto mi riguarda, non credo che i giovani siano, di per sé, alieni dalla politica. È solo che a Roma, negli ultimi anni, abbiamo visto troppe cose che non vanno e questo ha creato un sentimento di disaffezione diffusa. Però della politica non si può fare a meno. Bisogna farsi carico di un impegno per migliorare le cose e poi sono convinto che le energie spontanee di cui dispone questa meravigliosa città si metteranno in moto da sole.

Che area territoriale occupa il Municipio per cui sei candidato?

È un’area molto vasta che si estende nelle zone Cavalleggeri, Gregorio VII, Baldo degli Ubaldi, Cornelia, Valle Aurelia, Boccea, Aurelia, Val Cannuta, Montespaccato, Casalotti, Castel di Guido. Un territorio che riflette al suo interno le bellezze e le criticità della grande città a cui appartiene, accogliendo realtà eterogenee da un punto di vista sociale, culturale e ambientale.

Un Municipio di Roma capitale può essere paragonato, per estensione e numero di abitanti, ad una media cittadina di altre zone d’Italia…

È proprio così, e infatti il XIII Municipio è come un piccolo comune, con una superficie di più di 68 chilometri quadrati e una popolazione di circa 130mila abitanti. Un agglomerato urbano che, per la sua popolosità e le sue dimensioni, presenta ovviamente numerosi problemi gestionali ed organizzativi. Mi sono candidato in questo Municipio perché è quello in cui vivo, e dunque ho imparato a conoscerne i problemi sia attraverso la vita quotidiana sia partecipando alle riunioni politiche.

Quali sono, in concreto, gli ambiti d’intervento che ritieni prioritari e sui quali concentrerai la tua attenzione se gli elettori ti daranno fiducia?

Con Massimiliano Pasqualini, candidato presidente per il Municipio XIII, abbiamo messo a fuoco un dettagliato programma, nato dallo studio del territorio e dal confronto con la gente. Un programma che si pone ovviamente in sintonia con quello del candidato sindaco Roberto Giachetti e che tocca temi concreti, come la mobilità e i trasporti, e temi più “immateriali”, ma altrettanto importanti per la convivenza civile, come l’etica e la cultura. Se verrò eletto, i punti prioritari concernenti il mio impegno riguarderanno la manutenzione degli edifici scolastici e dei loro spazi, la realizzazione della prima isola ecologica del Municipio a via di Casal Selce, lo sblocco dei lavori per l’allargamento di via Boccea, l’indizione del bando per l’affidamento della struttura Auditorium via Albergotti, lo sviluppo della raccolta differenziata estendendo il servizio a Montespaccato e nelle vie esterne al Grande Raccordo Anulare. Sono tutti punti essenziali del programma che proponiamo agli elettori romani.

Un tuo modello di riferimento?

Sicuramente Papa Francesco, che per la credibilità della sua persona e la qualità degli ideali che esprime, fa registrare indici di popolarità altissimi ottenendo la fiducia di una larga maggioranza degli italiani. Non solo dei praticanti più assidui, ma anche di coloro che non frequentano le liturgie. E proprio papa Francesco affermò all’inizio del suo pontificato che “i cittadini non possono disinteressarsi della politica”. Un buon cattolico e un cittadino partecipe del bene comune “si immischia in politica offrendo il meglio di sé”. Credo che queste parole esprimano esattamente il senso del mio impegno e quindi la voglia di dare il mio piccolo contributo per trovare soluzione ai tanti problemi.

Disponi anche tu, come gli altri candidati, di uno slogan che ti caratterizza?

Nella mia proposta elettorale ho cercato di esprimere i sentimenti che sono all’origine del mio impegno per la città: “Ho fiducia nel futuro di Roma, credo nel bene comune, confido di migliorare le cose”. Ma vorrei anche citare un aforisma che ho appreso da un amico che sostiene il mio impegno e crede in me. Un aforisma che mi ha colpito e che mi fa piacere condividere: “Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada”. Ebbene, per “anziano” a me piace intendere colui che, fin dall’antichità, rappresenta la saggezza e l’esperienza.

Sembra un inno al dialogo tra generazioni…

Sì, la storia c’insegna che a volte, proprio nei momenti di più grande crisi, si afferma una nuova esigenza di solidarietà. Ho molto apprezzato l’appello che il cardinale Vallini ha rivolto recentemente per la rinascita di Roma e per “una città più giusta e solidale”. Ed ho partecipato all’iniziativa La prossima Roma, promossa dall’ex sindaco Francesco Rutelli per far emergere un nucleo di persone disposte a mettersi al servizio della città. Inoltre il nome prestigioso della nostra capolista – Maria Fida Moro, figlia del grande statista ucciso dalle Brigate Rosse – simboleggia esso stesso un’idea di “buona politica”. Credo che il rilancio del tessuto etico e civile della capitale possa venire solo da una alleanza tra componenti diverse: generazionali, culturali, economiche e sociali. Con un forte coinvolgimento del volontariato e dell’associazionismo civico. Perciò farò tesoro dei consigli che potrò avere da ogni persona, in questa esperienza come nella vita. Comunque vada, sono felice di aver intrapreso questo percorso e di fare questa esperienza, vedendo che ci sono persone pronte a sostenermi e che credono in me.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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