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Joyful youth

Pixabay CC0

Quella voglia d’amicizia che fa battere il cuore

I giovani cercano rapporti autentici, in cui sia possibile guardarsi negli occhi ed aprire la propria anima

[Torna la rubrica di Carlo Climati “Camminando con i giovani”, ogni martedì su ZENIT]

Che valore ha l’amicizia per le nuove generazioni? Stando spesso a contatto con i giovani, mi sono reso conto di quanto essi siano desiderosi di rapporti puri e disinteressati. È questo ciò che i ragazzi cercano nelle loro amicizie: legami veri, che facciano battere il cuore. Rapporti umani in cui sia possibile guardarsi negli occhi, stringersi la mano, aprire la propria anima.  

Ma la vita, a volte, è dura ed ingiusta. Sorprende i giovani e li pugnala alle spalle, distruggendo il loro bisogno di purezza e di autenticità. Il mondo, a volte, si manifesta improvvisamente come una sporca partita da giocare con le carte truccate. Sembra quasi che, nella vita, vincano soltanto i più furbi e i più forti.  Allora diventa difficile credere nell’amicizia. Ma nonostante questo, tanti ragazzi non si arrendono e continuano ad amare i propri ideali.

Un tempo il sentimento dell’amicizia era proposto ai giovani fin dai primi anni della loro vita. Tutto cominciava dalla dimensione del gioco tra bambini, che rappresentava il primo momento d’incontro con gli altri. Significava stabilire i primi rapporti con qualcuno. Cercare delle regole, uno stile, un comportamento.

Oggi, purtroppo, la tradizione del gioco all’aperto, nella piazza o nel cortile, non è più diffusa come un tempo. Vanno di moda i videogiochi, che rischiano di rinchiudere i bambini tra le mura di casa, inchiodati di fronte a un computer. 

I giochi del cortile ponevano costantemente in contatto con gli altri. Ci ricordavano che esistevano gli altri ed educavano alla costruzione di un’amicizia. Rappresentavano il primo ponte verso il mondo esterno.

Se dovessi disegnare un’immagine simbolica per rappresentare un autentico sentimento di amicizia, sceglierei i vecchi cartoni animati di Walt Disney. In questi splendidi film, infatti, trionfa sempre l’idea della coralità e del gioco di squadra. 

Cenerentola é circondata da topini ed uccellini che la aiutano, che le cuciono il vestito, che le donano una parola di speranza ogni giorno. C’è un continuo scambio d’amore tra Cenerentola e gli altri. 

Viene esaltata l’immagine di questa ragazza umile, che raggiunge la meta con il contributo determinante dei suoi affezionati amici. E questi amici sono felici di vincere con lei. Sono parte integrante della sua vittoria quando, alla fine del film, incontrerà il principe azzurro.

Lo stesso accade con Biancaneve, che può contare sull’amicizia dei sette nani. E Walt Disney, non a caso, caratterizza questi personaggi in modo molto forte, trasformandoli negli autentici protagonisti della storia. 

Nel “Libro della giungla” il giovane Mowgli può contare sull’aiuto di un orso, di una pantera e di quattro simpatici avvoltoi canterini. E’ anche grazie a loro che Mowgli riesce a vincere, nello scontro finale con la tigre.

L’esaltazione della vittoria corale é un forte elemento educativo che ritorna costantemente nei cartoni animati di Disney. Ed è il simbolo perfetto di quel desiderio di amicizia festosa, che può far battere il cuore delle nuove generazioni.

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