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Father holding his newborn child

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Pubblicato il nuovo Statuto della Pontificia Accademia per la Vita

La normativa, in vigore dal 1° gennaio 2017, ribadisce il “fedele servizio a difesa e promozione del diritto alla vita di ogni persona umana” dell’organismo guidato da mons. Vincenzo Paglia

“Fedele servizio a difesa e promozione del diritto alla vita di ogni persona umana”: questo il fine della Pontificia Accademia per la Vita come ribadito dal nuovo Statuto approvato oggi da Papa Francesco. L’organismo vaticano, istituito da Giovanni Paolo II nel 1994, è stato recentemente affidato alla guida di monsignor Vincenzo Paglia.

Esso, si legge nella normativa che entrerà in vigore dal prossimo 1° gennaio, “ha come compito specifico quello di studiare, in un’ottica interdisciplinare, i problemi riguardanti la promozione e la difesa della vita umana; formare a una cultura della vita attraverso opportune iniziative e sempre nel pieno rispetto del magistero della Chiesa; informare in maniera chiara e tempestiva i responsabili della Chiesa, le varie istituzioni di scienze biomediche e delle organizzazioni socio-sanitarie, i mezzi di comunicazione e la comunità civile in genere, sui risultati più rilevanti delle proprie attività di studio e di ricerca”.

Inoltre, l’Accademia “ha un compito di natura prevalentemente scientifica, per la promozione e difesa della vita umana”, rimarca lo Statuto. “In particolare studia i vari aspetti che riguardano la cura della dignità della persona umana nelle diverse età dell’esistenza, il rispetto reciproco fra generi e generazioni, la difesa della dignità di ogni singolo essere umano, la promozione di una qualità della vita umana che integri il valore materiale e spirituale”. Il tutto “nella prospettiva di un’autentica ‘ecologia umana’, che aiuti a ritrovare l’equilibrio originario della creazione tra la persona umana e l’intero universo”.

Quanto alla struttura dell’organismo, esso è composto da una Presidenza, formata dal presidente, il cancelliere, il Consiglio direttivo ed il Consigliere ecclesiastico; poi

a) L’Ufficio Centrale della Pontificia Accademia per la Vita ha sede in Vaticano. Esso costituisce l’organo esecutivo della Presidenza, per l’impostazione, l’attuazione un Ufficio centrale per il coordinamento delle attività accademiche che ha sede in Vaticano e svolge le sue funzioni secondo le direttive di presidente e cancelliere. Tale ufficio è strutturato in due sezioni: la sezione scientifica, che si occupa delle attività accademiche di studio e ricerca, e la sezione tecnico-amministrativa, che si occupa delle attività di segreteria ed amministrazione dell’Accademia.

Nell’organigramma della Pontificia Accademia per la Vita rientrano poi i Membri ordinari, i Membri corrispondenti, i Membri onorari e i Membri giovani ricercatori. Questi sono detti anche “Accademici” e, stando a quanto stabilito da Papa Francesco, “sono scelti, senza alcuna discriminazione religiosa, fra le personalità ecclesiastiche, religiose e laiche appartenenti a diverse nazionalità, esperti nelle discipline attinenti alla vita umana (medicina, scienze biologiche, teologia, filosofia, antropologia, diritto, sociologia, ecc.)”.

“I nuovi Accademici si impegnano a promuovere e difendere i principi circa il valore della vita e della dignità della persona umana, interpretati in modo conforme al magistero della Chiesa”, sottolinea lo Statuto. Qualora si verifichi “il caso di una pubblica e deliberata azione o dichiarazione palesemente contraria a questi principi, oppure gravemente offensiva della dignità e credibilità della Chiesa cattolica e della stessa Accademia”, la qualifica di Accademico può essere revocata.

Nello Statuto si precisa, inoltre, che “incarichi politici istituzionali, nel proprio Paese o all’estero, non sono compatibili con la nomina e l’esercizio dell’ufficio di membro della Pontificia Accademia per la Vita”. Pertanto, nel momento in cui un membro dell’Accademia assume un tale incarico, “è sospeso dalle sue funzioni accademiche, né può avvalersi pubblicamente del titolo di membro della medesima Accademia, fino al termine di tale incarico politico istituzionale”.

“L’attività scientifica ed interdisciplinare della Pontificia Accademia per la Vita – precisa infine la nuova normativa – dovrà mantenere uno stretto collegamento con gli organismi e le istituzioni mediante le quali la Chiesa è presente nel mondo delle scienze biomediche, della salute e delle organizzazioni sanitarie, offrendo la propria collaborazione ai medici ed ai ricercatori anche non cattolici e non cristiani, che riconoscono, come fondamento morale essenziale della scienza e dell’arte medica, la dignità dell’uomo e l’inviolabilità della vita umana, dal concepimento alla morte naturale, così come sono proposte dal magistero della Chiesa”.

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