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Prima beatificazione in Kenya: è la missionaria italiana suor Irene

La cerimonia sabato 23 maggio, nel campus della Dedan Kimathi University di Nyeri, vicino alla Consolata Mathari Chapel dovè la missionaria è sepolta

Per la prima volta in assoluto il Kenya celebra una beatificazione: si tratta della missionaria italiana suor Irene Stefani, delle Missionarie della Consolata (MC), che verrà elevata agli onori degli altari sabato 23 maggio, nel campus della Dedan Kimathi University di Nyeri, vicino alla Consolata Mathari Chapel dovè è sepolta. 

La solenne liturgia – spiega l’agenzia Fides – avrà inizio alle 10 e sarà presieduta dall’arcivescovo di Nairobi, il cardinale John Njue, mentre il rito di beatificazione sarà presieduto dall’arcivescovo di Dar es Salaam (Tanzania), il card. Polycarp Pengo. Saranno presenti i vescovi del Kenya e quelli di altri paesi africani, insieme a sacerdoti, missionari e religiose, soprattutto della Consolata, e fedeli legati alle loro opere. Hanno assicurato la loro presenza anche le massime autorità dello Stato, molte delle quali hanno studiato presso gli istituti dei missionari e delle missionarie della Consolata. 

“Le beatificazione ci stimola a raccogliere l’eredità di suor Irene, fatta di semplicità evangelica e passione missionaria, di misericordia, di autenticità di vita, di capacità di comprendere e toccare il cuore dell’altro”, ha scritto suor Simona Brambilla, Superiora generale delle MC Suor Irene era chiamata dalla gente della missione di Ghekondi “Nyaatha”, che in lingua kikuyu significa “madre tutta misericordia”: un nome di grande stima e rispetto che dice quanto fosse apprezzata la sua opera ed il suo amore manifestato senza riserve.

Mercede Stefani nasce il 22 agosto 1891 ad Anfo nella Val Sabbia (Brescia, Italia). Nel 1911 entra tra le Missionarie della Consolata. Il 12 gennaio 1912 veste l’abito religioso prendendo il nome di Irene. Il 29 gennaio 1914 emette la professione religiosa e alla fine dell’anno parte per le missioni in Kenya, dove l’evangelizzazione era agli inizi e quasi inesistenti scuole e servizi sanitari. Dal 1914 al 1920 si dedica all’assistenza negli ospedali militari, che erano in realtà strutture organizzate alla meglio per i portatori africani arruolati per trasportare materiale bellico al tempo della Prima Guerra Mondiale.

Negli ospedali di Voi, Kilwa e Dar-es-Salaam, in Tanzania, la missionaria trascorre le sue interminabili giornate medicando, fasciando piaghe e ferite, distribuendo medicine e cibo, accogliendo sempre i bisognosi con il sorriso, senza spazientirsi mai, infondendo coraggio e fiducia nell’amore di Dio. Dal 1920 al 1930 suor Irene lavora nella missione di Gekondi, dedicandosi all’insegnamento scolastico, e continuando a seguire per corrispondenza, i suoi “figli” africani che si spostavano più lontano, facendo da collegamento con le loro famiglie. Curando un ammalato di peste, contrasse il morbo e morì il 31 ottobre 1930, a soli 39 anni.  

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