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@ Servizio Fotografico - L'Osservatore Romano

Presentata al Papa una ‘Arca di Noè’ in cioccolata di 140 kg

Si tratta di una iniziativa di solidarietà per i pazienti del Bambino Gesù. Francesco ha fatto salire sulla papamobile quattro bambine e salutato l’associazione “La Band degli Orsi”

Una ‘Arca di Noè della solidarietà’ costruita tutta con la cioccolata, con tanto di animali, pesante 140 kg, è stata presentata questa mattina al Papa, in piazza San Pietro, al termine dell’Udienza generale. L’opera, presentata da 50 pasticceri italiani, capitanati da Antonio Le Rose, sarà il punto di forza di una manifestazione di solidarietà all’Acquario di Genova. Essa, inoltre, andrà ad allietare le giornate dei bambini ricoverati nella struttura di Palidoro, sul litorale romano, dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù.

A salutare il Santo Padre in piazza c’era anche la ‘Band degli Orsi’, associazione impegnata in prima linea ad aiutare chi vive l’esperienza del ricovero, che ha presentato un nuovo progetto che prevede la distribuzione di 16 nuovi appartamenti per le famiglie dei bambini ricoverati all’ospedale Gaslini di Genova, che andranno ad aggiungersi agli 11 già disponibili. “Stiamo per ristrutturare un edificio storico per dare un tetto gratuito alle famiglie che si trovano catapultate a Genova per garantire le cure ai lori figli e non sanno a chi rivolgersi”, spiega Franco Salari a L’Osservatore Romano. “Senza dimenticare i fratelli dei piccoli ricoverati: per loro, abbiamo aperto una ludoteca e una scuola materna”.

Sempre i bambini sono stati i protagonisti dell’ultima Udienza generale dell’anno santo, cominciata con l’ormai consueto gesto del Papa di farne salire qualcuno sulla sua jeep bianca: stavolta è toccato a quattro bambine. Tra i doni consegnati a Francesco la raccolta di lettere e poesie scritte dagli alunni di V elementare dell’istituto Maria Montessori di Roma.”A giugno avevamo fatto avere a Francesco il lavoro che i bambini avevano realizzato sul Giubileo — spiega al quotidiano vaticano l’insegnante Ines Fiorani — ricevendo in risposta l’invito a incontrarlo in piazza San Pietro per l’Udienza generale”. I bambini non si sono certo presentati a mani vuote: ciascuno ha voluto scrivere a Francesco, confidando anche i propri problemi personali.

Con un abbraccio il Papa ha accolto poi Ivan Bukovac, venuto dalla Bosnia ed Erzegovina con la sua famiglia e con una storia durissima sulle spalle: è stato proprio questo ragazzo a provare inutilmente a salvare la vita del fratello Nikola, 26 anni, che aveva deciso di suicidarsi.

Le vicende di povertà in Vietnam sono state raccontate a Francesco dai diretti protagonisti di azioni di solidarietà. E così per mettere al corrente il Papa della tragedia dei boat people, e di come hanno tratto in salvo 300mila persone in cerca di un futuro migliore, sono venuti all’udienza Tony Nguyên, Nancy Nguyên e Teresa Khiem. Quarant’anni fa hanno dato vita a un’associazione che aiuta le vittime delle guerre e delle dittature, con particolare attenzione alla realtà vietnamita. Parlano di persecuzioni e ingiustizie, prigioni e campi di lavoro forzato, e si sentono molto vicini all’opera di François-Xavier Nguyên Van Thuân (1928-2002) il loro connazionale divenuto cardinale.

Significativa, infine, la presenza di oltre 2mila rappresentanti della federazione dei maestri del lavoro italiani, impegnata a favorire l’inclusione sociale ed economica dei più poveri. Mentre un mosaico raffigurante il logo del Giubileo è stato donato al Pontefice dalla comunità parrocchiale di San Giovanni evangelista a Riparbella, in diocesi di Pisa.

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