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Foto: Roberta Dragan - Commons Wikimedia (CC BY-SA 2.5)

Precisazione del Vicariato sull’ipotesi di un biglietto di accesso per il Pantheon

Un mese fa, per via degli ingenti costi di gestione, il Ministero dei Beni culturali aveva ventilato l’ipotesi di far pagare l’accesso alla basilica Santa Maria ad Martyres

Un biglietto di ingresso per accedere al Pantheon. L’ipotesi era stata ventilata un mese fa, su impulso del ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini, il quale aveva rilevato la mancanza di fondi per mantenere gli elevati costi di gestione della prestigiosa struttura romana, convertita in chiesa nel VII secolo d.C. e assurta a basilica minore con il nome di Santa Maria ad Martyres.

L’idea di far pagare un biglietto d’accesso per accedere nella chiesa aveva suscitato un dibattito. In proposito interviene oggi il Vicariato di Roma, con una nota nella quale si fa presente che “più di un anno fa, il cardinale vicario Agostino Vallini ricevette una telefonata dal Ministro per i Beni culturali, On. Dario Franceschini, che, evidenziando la preoccupazione del Governo per la mancanza di coperture rispetto ai costi della manutenzione del celebre monumento, proponeva l’introduzione di un biglietto per l’accesso”.

Una soluzione – si legge ancora – “che aveva incontrato la subitanea replica del Vicario del Santo Padre, il quale rispose che ‘il Pantheon è basilica cristiana (Santa Maria ad Martyres) aperta al culto e ha fatto presente che nella diocesi di Roma non è consentita l’introduzione di biglietti per l’accesso nelle chiese’”.

Il comunicato spiega poi che, a fronte delle considerazioni del ministro, “il cardinale Vallini ha preso atto dell’eccezionalità del Pantheon e ha posto due condizioni: la garanzia di un esiguo importo del biglietto (2 o al massimo 3 euro) e la gratuità degli ingressi durante l’esercizio delle attività di religione e di culto nella basilica”.

Il Vicariato precisa però che il confronto con il Ministero è finito lì. “Si attende pertanto – prosegue la nota – di definire congiuntamente la soluzione della questione nel contemperamento delle rispettive esigenze”.

Infine dal Vicariato tengono a “destituire di ogni fondamento le ricostruzioni giornalistiche” che hanno ipotizzato una “spartizione” degli incassi di un eventuale biglietto di accesso tra il Ministero dei Beni culturali e il Vicariato di Roma. “Tale ipotesi è assolutamente in contrasto con lo spirito di servizio che anima la missione della Chiesa”, conclude la nota.

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