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Polonia: la lotta alla violenza é un pretesto per diffondere l’ideologia gender

I vescovi polacchi criticano la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione per la lotta alla violenza domestica contro le donne, perché ambigua e ideologica

La decisione della Camera bassa del parlamento polacco (Sejm) di ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza domestica contro le donne (CAHVIO) è stata valutata criticamente da parte dell’episcopato e dai giornalisti cattolici in Polonia. L’episcopato ha addirittura indicato la ratifica della Convenzione come “una minaccia grave per il futuro delle famiglie polacche”.

Il 6 febbraio il Governo polacco, i deputati di Piattaforma Civica (PO) e i rappresentanti dell’estrema sinistra hanno aprovato il documento in questione, nonostante le proteste, le incertezze giuridiche e le conseguenze dell’impatto sociale che la convenzione potrebbe avere.

Secondo la Conferenza Episcopale polacca, “la convenzione non promuove la lotta contro le vere cause della violenza, che sono: l’alcolismo, una sempre più ampia diffusione della pornografia e della violenza brutale resa disponibile nella cultura di massa”.

I vescovi hanno evidenziato che le argomentazioni della Convenzione “sono espressione dell’ideologia estrema neo-marxista insieme all’ideologia del genere” e che essa “limita la sovranità polacca in materia dietica e tutela della famiglia, consegnando un potere di controllo privo di qualsiasi legittimità democratica al Comitato degli esperti (GREVIO)”.

Sarà proprio quest’ultimo a determinare quali standard di politica del diritto, di istruzione e di educazione dovranno essere applicati in Polonia. “La violenza sia contro le donne che nei confronti dei bambini è in contrasto con i principi della fede cristiana e deve essere eliminata dalle relazioni umane”, dicono i presuli polacchi.

E rimarcano che la Convenzione “non propone nessuna soluzione per combattere la violenza”, anzi aradossalmente argomenta che le cause dovrebbero essere ricercate nella religione, nella cultura e nella famiglia, senza precisare gli errori o le debolezze dellepersone specifiche.

Il Primate della Polonia, l’arcivescovo Wojciech Polak, ha sottolineato che la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla violenza contro le donne sostiene “le sentenze contro le tradizioni culturali e religiose della Polonia”.  

I vescovi sono particolarmente irritati dalla frase inserita nella convenzione secondo cui “la tradizione e la religione polacca sono fonte di violenza domestica”. “Fonte di violenza potrebbero essere forme distorte di religione, ma non la religione in quanto tale”, afferma Polak.

Anche l’Associazione Cattolica dei Giornalisti ha stilato un documento in cui denuncia il rischio che “la convenzione possa distruggere il matrimonio, e ciòè l’essenza della vita familiare”. La Convenzione infatti ridefinisce il concetto di genere e nello stesso tempo intende stravolgere la famiglia naturale ed il matrimonio tradizionale.

Nella votazione del 6 febbraio hanno partecipato 437 deputati. La Convenzione è passata con 254 si, 175 no e otto astenuti. 

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