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Per una buona scuola

In un convegno con il Ministro dell’Istruzione, suor Anna Monia Alfieri, legale dell’Ente Istituto di Cultura e Lingue Marcelline in Milano, spiega perché sostenere le scuole paritarie

“La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio”; lo sdegno per la realtà delle cose e il coraggio per cambiarle; dobbiamo cominciare ad avere sdegno e trovare il coraggio di comprendere per cambiare” (Agostino D’Ippona). “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola” (Giovanni Falcone).

Sono queste due espressioni che maggiormente rappresentato e guidano suor Anna Monia Alfieri, legale rappresentante dell’Ente Istituto di Cultura e Lingue Marcelline in Milano, da anni è impegnata in prima linea per restituire alla Famiglia Italiana la libertà di scelta  educativa.

«Non c’è responsabilità senza libertà. Non c’è Repubblica senza Democrazia» dichiara spesso Anna Monia Alfieri che si afferma nel panorama Italiano come una delle voci più impegnate per il miglioramento del Sistema Scolastico.

A questo proposito Suor Anna Monia parteciperà Mercoledì 15 giugno, alle ore 11.00, alla presentazione del saggio “Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento per un sistema integrato”, presso la Sala Umanistica della Biblioteca Universitaria Alessandrina, Università di Roma “Sapienza”, Piazzale Aldo Moro, 5 (ingresso libero fino a esaurimento posti).

Il libro è stato scritto da Anna Monia Alfieri, Marco Grumo e Maria Chiara Parola, con l’intento di proporre il riconoscimento della libertà di scelta educativa della famiglia, affiancato a un reale e sensibile risparmio per le casse dello Stato, elemento non trascurabile in epoca di spending review.

Autore della Prefazione è il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, On.le Stefania Giannini che riconosce agli autori “di aver contribuito, con la loro testimonianza, al dibattito sulla scuola e sul valore dell’educazione nella società moderna” e che parteciperà al convegno.

Uno studio innovativo, che approfondisce il tema dell’introduzione in Italia di un nuovo meccanismo di finanziamento della scuola pubblica, statale e paritaria, che metta veramente “al centro” lo studente, uno studente però “con portafoglio”, esattamente come lo è oggi il cittadino italiano nel settore della Sanità.

ZENIT l’ha intervistata

Come sono finanziate la scuola pubblica statale e quella pubblica paritaria? 

Si tratta di un meccanismo che mette veramente “al centro” lo studente e la famiglia, come afferma la stessa legge della “buona scuola”? Cioè: oggi la famiglia può veramente scegliere la buona scuola che desidera, nell’ambito del Servizio Nazionale di Istruzione, composto per Legge (62/2000) da Scuole Pubbliche, paritarie e statali? Per quale motivo in Sanità le persone possono scegliere se curare le proprie patologie presso una struttura statale o una struttura privata accreditata, con la stessa quota di finanziamento pubblico erogata dalla Regione alla prima o alla seconda in relazione alla scelta del paziente, e invece nella scuola questa scelta non è possibile? 

“Curare” la mente, l’intelligenza, la volontà di un essere umano non dovrebbe essere inferiore ad una protesi al ginocchio. A ben considerare i tempi, può essere perfettamente inutile o incoerente mettere drappi rossi contro il femminicidio a tutti i balconi della Repubblica, se poi non si realizza, per la famiglia, la possibilità di scegliere l’ambiente educativo che corrisponda alle proprie aspettative, e che aiuti i giovani a non incorrere nei ruoli di carnefice o vittima…

Il convegno costituisce un primo approfondimento dei risultati della ricerca compiuta dagli autori; uno studio nel quale si effettuano alcune simulazioni e calcoli circa l’applicazione nella Scuola Pubblica, statale e paritaria, di un sistema di finanziamento nuovo simile a quello adottato in Sanità; un sistema di finanziamento per singolo studente, basato sul costo standard di sostenibilità; un finanziamento diverso per ciascun grado di scuola (infanzia, primaria, secondaria di primo grado, secondaria di II grado), diverso in base al grado di benessere del singolo studente, un sistema veramente attento alle esigenze di inclusione nelle scuole, sia dei giovani portatori di handicap che degli studenti stranieri, ma anche unico sia per la scuola pubblica statale che per quella pubblicaparitaria.

Un sistema nuovo commisurato al costo standard di sostenibilità per allievo, cioè quel costo, che una  struttura scolastica pubblica, statale o paritaria, sosterrebbe annualmente (per ciascuno studente), qualora essa operasse secondo precise condizioni di qualità, efficienza, inclusione e sostenibilità economica dei processi, e cioè senza sprechi, ipotizzando anche forme di compartecipazione alla spesa scolastica – una sorta di ticket – solo da parte delle famiglie che se lo possono permettere.

L’iniziativa, che sarà aperta da indirizzi di saluto di Eugenio Gaudio, Rettore della “Sapienza” Università di Roma, di Daniela Fugaro, Direttore della Biblioteca Universitaria Alessandrina, e di Fabrizio Azzolini, Presidente nazionale AGE-Associazione Italiana Genitori, vedrà, oltre all’intervento del Ministro Giannini, quello di Maddalena Gissi, Segretario Nazionale di CISL Scuola, di Pasquale Pazienza, Docente di Politica Economica nell’Università di Foggia, e di Antonio Rinaldi, del blog Scenarieconomici.it.

Non mancherà, inoltre, il contributo al tema dei co-autori de “Il Diritto di Apprendere”, Anna Monia Alfieri, Marco Grumo, Docente di economia presso l’Università Cattolica di Milano, Maria Chiara Parola, genitore ed esperta di scuola. Modera l’incontro Marco Esposito, giornalista de “Il Mattino”. Sono stati invitati anche Franco Bechis, vicedirettore di ‘Libero’, Guglielmo Chiodi, ‘Sapienza’ Università di Roma, e Stefano Feltri, vicedirettore de ‘Il Fatto’.

Per quale cifra sarebbe finanziato, secondo il nuovo meccanismo, ogni studente che sceglie una scuola pubblica, statale o paritaria? 

Il finanziamento per allievo (a vantaggio del quale erogato direttamente alla scuola prescelta), varierebbe, come detto, in base al grado di scuola. Ad esempio, il “prezzo” che lo Stato dovrebbe pagare all’anno per ogni studente della scuola dell’infanzia pubblica, paritaria o statale, sarebbe di € 4.573,91 (se si stratta di uno studente appartenente a una famiglia non abbiente). Il finanziamento sarebbe invece di € 5.369,58, se nella classe è presente uno studente con handicap.

Le cifre per la scuola pubblica primaria, paritaria o statale – sempre nel caso di famiglia non abbiente e sempre pro capite -, sarebbero di € 4.851,19 annui e per la scuola secondaria di primo grado ammonterebbero a € 6.968,90. Il finanziamento relativo ai licei e agli istituti tecnici sarebbe circa di 6.000 euro.

Come è evidente, si tratta di un metodo nuovo e positivo per lo sviluppo e per la libertà dell’intero sistema scuola, ma anche per mettere maggiormente a frutto lo stesso finanziamento annualmente erogato alla scuola – solo statale – dallo Stato, con un forte risparmio per la finanza pubblica.

Oggi la spesa per la scuola italiana, solo pubblica statale, è di circa 54 miliardi di euro. Applicando il costo standard di sostenibilità con la compartecipazione soltanto da parte delle famiglie degli studenti che se lo possono permettere (ai non abbienti non verrebbe quindi richiesta alcuna compartecipazione alla spesa) lo Stato risparmierebbe addirittura 17 miliardi di euro, consentendo la libertà di scelta educativa a tutte le famiglie italiane, come avviene da decenni in tutta Europa, ad eccezione dell’Italia e della Grecia.

Tale sistema di finanziamento nuovo avvantaggerebbe non solo le famiglie, libere nella propria scelta educativa, ma anche le scuole migliorerebbero in qualità, avendo a disposizione maggiori risorse da impiegare negli investimenti, attraverso il notevole risparmio a favore dello Stato.

Se ne discuta, dunque, e si sperimenti!

 

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