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Per la pace in Medio Oriente è importante il ruolo dei leader religiosi

Se ne è discusso durante la seconda giornata dei incontri tra i nunzi della regione e i massimi rappresentanti della Santa Sede

Prosegue la riunione di alcuni Rappresentanti Pontifici e dei Superiori dei Dicasteri competenti, convocati in Vaticano, per desiderio del Santo Padre, per analizzare insieme La presenza dei Cristiani in Medio Oriente.

Durante l’incontro di questa mattina il Segretario per i Rapporti con gli Stati, secondo quanto riferito da un comunicato stampa della Santa Sede, monsignor Dominique Mamberti, ha fatto una presentazione generale sulla situazione politica in Medio Oriente e sui principi ispiratori dell’azione della Santa Sede, rilevando le ripercussioni a livello globale di quanto accade nella Regione.

“La pace va cercata tramite una soluzione “regionale” e comprensiva, che non trascuri gli interessi di nessuna delle parti, tramite il dialogo e non con scelte unilaterali imposte con la forza”, si legge nella nota.

“Con riferimento al fenomeno del terrorismo, monsignor Mamberti, ha ribadito l’importanza di “combattere il fondamentalismo che ne sta alla base”.

“Un ruolo importante – riferisce la Sala Stampa Vaticana – dovrebbe essere svolto dai leader religiosi, favorendo il dialogo interreligioso e in particolare la collaborazione di tutti per il bene della società”.

La Santa Sede nel seguire la situazione politica in Medio Oriente e in genere nel rapporto con i Paesi a maggioranza musulmana “ha sempre presenti come questioni fondamentali la protezione e il rispetto dei cristiani e degli altri gruppi minoritari come cittadini a pieno titolo, e dei diritti umani, in particolare quello della libertà religiosa”.

In seguito il Nunzio Apostolico in Israele e Delegato Apostolico per Gerusalemme e la Palestina, monsignor Giuseppe Lazzarotto, ha presentato una relazione sul conflitto Israelo-Palestinese e sulla presenza dei Cristiani in Terra Santa. Centrale, per la stabilizzazione del Medio Oriente e per la pace della regione, è la soluzione del conflitto israelo-palestinese.

“Infatti, dopo tanti anni – si legge nella nota della Santa Sede – questo continua irrisolto, con le gravissime conseguenze regionali e mondiali che implica. Al riguardo, si erano aperte speranze di pace con il pellegrinaggio del Santo Padre in Terra Santa ed il successivo incontro di preghiera in Vaticano. Il recente conflitto a Gaza ricorda che la situazione è grave e difficile, ma bisogna rinnovare gli sforzi diplomatici per una soluzione giusta e duratura che rispetti i diritti di ambedue le parti in conflitto”.

Dopo un momento di dialogo, il Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani ha ragguagliato sui rapporti della Chiesa cattolica con le altre Chiese e le confessioni cristiane in Medio Oriente.

Per la giornata conclusiva di domani è prevista la celebrazione della Santa Messa nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico, presieduta dal Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, seguita da uno scambio di idee in vista delle conclusioni e indicazioni operative, frutto di questi giorni di studio e di riflessione.

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