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“Per la Chiesa l’opzione per i poveri è una categoria teologica”

Nel suo intervento al convegno “Terra Giusta”, in Portogallo, il card. Maradiaga chiede un maggiore impegno sociale della Chiesa

È necessario “un più esigente impegno sociale” della Chiesa, specie attraverso i laici, perché la dimensione sociale è essenziale per l’azione della stessa Chiesa cattolica. È questo il cuore dell’intevento pronunciato dal cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa e presidente di Caritas Internationalis, nel convegno intitolato «Terra giusta» svoltosi nei giorni scorsi a Fafe, comune portoghese del distretto di Braga. 

Basando la sua riflessione sul Vangelo e sulla dottrina sociale, il porporato nel suo discorso – riportato in stralci da L’Osservatore Romano – ha rimarcato le critiche all’attuale sistema economico internazionale tutto incentrato sulla logica del “produrre di più” per “consumare di più”. Una logica, questa, che va a scontrarsi con una concezione “etica” dell’esistenza umana, ha sottolineato.  

Un giudizio netto è stato poi rivolto alla profonda crisi che negli ultimi anni ha travolto l’economia internazionale. “Austerità è una parola che non piace all’Europa, ma è una virtù cristiana”, ha spiegato Maradiaga, avvertendo tuttavia nello specifico che gli “aggiustamenti” indicati dal Fondo monetario internazionale non hanno apportato “alcun beneficio”, ma anzi hanno prodotto “più povertà”.

E questo perché “con il sistema economico che abbiamo non è possibile” migliorare la situazione, ha affermato il presidente di Caritas Internationalis, denunciando che “molte persone vengono ignorate dallo sviluppo”. Secondo il cardinale, bisogna allora “pensare alla persona umana come al valore massimo”. Ed è più che mai necessario oggi “che la dimensione sociale entri nell’evangelizzazione”.

Tutto ciò anche se molti tendono a limitare l’azione a favore della giustizia sociale. Eppure, ha aggiunto l’arcivescovo, “non si tratta solo di garantire a tutti gli alimenti o un decoroso sostentamento, ma anche di lottare perché i poveri, senza alcuna eccezione, possano partecipare della ricchezza”. Infatti, “è necessario annunciare con insistenza che per la Chiesa l’opzione per i poveri è una categoria teologica più che culturale, sociologica, filosofica o politica”.

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