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Per fermare la corruzione bisogna che tutti la rifiutino

Il cardinale Pietro Parolin spiega il punto di vista di papa Francesco su economia e immigrazione

Il Segretario di Stato Vaticano osserva che la Santa Sede è particolarmente preoccupata per i messicani e i latinoamericani che immigrano illegalmente negli Stati Uniti ed ha sottolineato che questo sarà uno dei temi principali in discussione al Vertice delle Americhe che si svolgerà il mese prossimo.

In un’intervista rilasciata a ZENIT, il cardinale Pietro Parolin ha spiegato il significato di questo vertice, a cui parteciperanno il presidente americano Barack Obama, i leader politici di Cuba, Venezuela e altre nazioni americane.

Il Segretario di Stato Vaticano ha spiegato cosa intende papa Francesco, quando parla di un’economia al servizio dell’uomo. Ha indicato cosa le istituzioni dovrebbero fare per liberare le popolazioni dalla povertà e dal sottosviluppo ed ha illustrato che cosa la Santa Sede sta facendo per superare le difficoltà che gli immigrati, soprattutto i bambini, stanno affrontando.

Nel corso dell’intervista il cardinale Parolin ha affrontato anche il problema della corruzione.

La Santa Sede sarà presente al Vertice delle Americhe. Quali sono le vostre speranze e quali le aspettative per questo incontro che vedrà presenti anche paesi come Cuba e Venezuela?

Il vertice delle Americhe è importante perché per la prima volta parteciperanno le nazioni dell’intero continente. Questo movimento di avvicinamento tra gli Stati Uniti e Cuba è molto significativo. È un’occasione per il continente di crescere e  stringere  i rapporti di collaborazione.

Come pensa la Santa Sede di intervenire nella questione dei migranti che dal Messico entrano negli Stati Uniti?

Già lo scorso anno ho partecipato a un seminario in Messico  sulla migrazione verso gli Stati Uniti. Da quel momento abbiamo cominciato a pensare in maniera seria a questo tema ed in particolare alla condizione dei bambini che emigrano. Penso che sia stato un momento molto importante, perché tutte le nazioni partecipanti all’incontro erano seriamente interessate a stabilire una collaborazione economica al fine di risolvere questo problema. Penso che tutto questo sia stato molto promettente. Non conosco ancora bene il programma dei lavori del prossimo Vertice delle Americhe ma immagino che quello dell’immigrazione sarà uno dei temi in discussione. Anzi credo che questo tema sarà al centro dell’attenzione di tutti.

Il Papa parla sempre di una economia al servizio dell’uomo. Che cosa significa nel contesto di un economia mondiale condizionata dall’utilitarismo e dalla speculazione?

Per il Papa, l’attività economica dovrebbe essere messa al servizio della dignità e della crescita dell’umanità. Questo, implica la grande necessità di prestare particolare attenzione alle persone, specialmente per quelle che sono più deboli, vulnerabili, povere. Pertanto, un’economia al servizio dell’umano e non una economia che domina, che si impone e che opprime e costringe. Il Papa immagina un’economia che diventi veramente uno strumento di crescita personale e comunitario. Le istituzioni dovrebbero avere un approccio etico all’economia, non un approccio meramente utilitarista e speculativo in cui prevalgono i numeri crudi del mero profitto. Insomma, abbiamo bisogno di un approccio etico secondo il quale la finanza e l’economia siano a disposizione del bene comune. Il Papa chiede anche ai poveri di avere un impegno in questo senso e di lavorare in modo che l’attività economica possa diventare strumento a favore dell’umanità.

Che cosa devono fare le istituzioni per contrastare  la cultura dello scarto?

Le istituzioni devono avere un approccio etico all’economia, non utilitaristico e speculativo, in cui prevalgono i criteri del massimo profitto. Finanza ed economia devono avere una finalità orientata verso il bene del popolo. Papa Francesco sottolinea che anche il povero deve avere un impegno in questo senso, e cioè collaborare, perché l’economia diventi veramente funzionale al bene dell’umanità.

È noto che in Italia, anche in politica, c’è una certa corruzione. Nel corso della sua visita a Napoli il 21 marzo, il Papa ha ripetuto che la corruzione “puzza”. Al Senato si sta discutendo di una legge contro la corruzione. Cosa bisogna fare per cercare di combattere la corruzione oggi?

Penso che il presidente del Senato, Pietro Grasso, abbia sottolineato la necessità per ogni persona di essere responsabile. In questo contesto il Papa si è rivolto ad ogni singola persona per respingere la corruzione. Questa è la strada: rifiutare i tentativi di corruzione.

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