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Per capire Papa Francesco si deve andare alla fonte

In un’intervista ad una radio argentina, padre Lombardi precisa che “chiunque attribuisca a Francesco parole o pensieri agisce per conto proprio senza autorizzazione o autorevolezza”

In Argentina “chiunque attribuisca a Francesco parole o pensieri agisce per conto proprio senza autorizzazione e senza autorevolezza”. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, in una conversazione con la radio argentina FM Milenium 106.7 rispondendo alle domande del responsabile della emittente, Santiago Pont Lezica e Marcelo Figueroa, conduttore del programma Diálogos para el encuentro (intervista che andrà in onda oggi alle 17, ora locale).

A riportare le dichiarazioni di padre Lombardi è Il Sismografo, che sottolinea come il portavoce vaticano nell’intervista abbia precisato “un’ovvietà ma resa necessaria dopo che nel Paese natale di Papa Francesco si sono moltiplicate a dismisura e in modo irresponsabile le persone che ritengono di poter parlare a nome del Pontefice”.

In concreto, padre Lombardi ha detto: “Il Papa parla per sé stesso e non ha portavoce”. Quello di Francesco “è un messaggio pastorale, religioso, di amore e di misericordia; dunque non è un messaggio in favore d’interessi particolari” da annoverare “nelle discussioni politiche”, ha aggiunto padre Lombardi che poi ha voluto essere ancora più perentorio: il Papa, che parla spesso in spagnolo, si fa capire perfettamente perciò non occorrono interpretazioni o portavoce … “Occorre aiutare le persone ad ascoltare quanto lui dice e dunque a distinguere tra quanto il Santo Padre ha detto e quanto sono interpretazioni”.

Quindi, “si deve andare direttamente alle fonti delle parole del Papa, a ciò che lui ha detto”, ha ribadito P. Lombardi, che infine ha voluto ricordare che alcuni “giornalisti possono avere una propria prospettiva mentre altri tendono a creare polemiche con determinati argomenti”.

La precisazione di padre Lombardi si è resa necessaria dal momento che “in Argentina, da mesi, si moltiplicano le persone che spesso ritengono, o perché hanno ricevuto una mail o una telefonata del Santo Padre, di essere autorizzate a riferire pubblicamente alcuni contenuti, dando l’impressione di trasmettere il pensiero del Pontefice”.

“Oltre ad essere un gesto che rivela maleducazione in qualche modo si costituisce come una forma di abuso poiché è chiaro che il Papa non potrà mai intervenire per precisare, spiegare o smentire”.

“Dalle parole di padre Lombardi – rileva Il Sismografo – si può dedurre chiaramente che in Argentina non vi sono “rappresentanze” del Pontefice; che chiunque attribuisca a Francesco parole o pensieri agisce per conto proprio senza autorizzazione e senza autorevolezza”.

 

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