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Pena di morte: iniezione letale

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Pena di morte: vescovi californiani a sostegno dell’abolizione

Al tempo stesso i presuli si oppongono alla Proposizione 66 che, accelerando i tempi processuali, rischia di condannare molti innocenti

Una nuova vibrante presa di posizione contro la pena di morte è arrivata dai vescovi della California che, in una nota, hanno espresso il loro appoggio alla Proposizione 62, firmata da leader religiosi, giuristi, forze dell’ordine, parenti delle vittime e persone condannate ingiustamente. Il documento propone l’abolizione della pena capitale e la sua sostituzione con l’ergastolo e il risarcimento per i familiari degli assassinati.

“Ogni vita è sacra, sia essa innocente o imperfetta – affermano i vescovi californiani –. Ognuno di noi ha un valore intrinseco che deriva dall’essere creato ad immagine e somiglianza di Dio ed ognuno di noi ha il dovere di amare l’immagine divina impressa in ogni persona”.

Al tempo stesso, i presuli confermano la loro “ferma determinazione nell’accompagnare e sostenere le vittime” che “patiscono le dolorose conseguenze dei crimini”, dal momento in cui, la conseguenza delle violenze subite porta soltanto “ad una maggiore violenza in un mondo che ne ha già troppa”.

Denunciando l’applicazione iniqua della pena di morte, a seconda dell’etnia e dello status socio-economico dei condannati, l’episcopato californiano suggerisce di spostare le risorse investite per la pena capitale – peraltro caratterizzata da “costi elevati” – su “programmi più costruttivi” volti alla “riabilitazione” dei criminali.

Netta opposizione è stata invece manifestata dai vescovi californiani nei confronti della Proposizione 66, che mirando ad accelerare i tempi dei processi dove sia in ballo la pena capitale, rischia di “portare, inevitabilmente, all’esecuzione di persone innocenti”.

A sostegno della loro nota, i presuli citano il magistero degli ultimi tre papi a sostegno del diritto alla vita, con particolare riferimento a papa Francesco che, all’Angelus dello scorso 21 febbraio, lanciava “appello alla coscienza dei governanti, affinché si giunga ad un consenso internazionale per l’abolizione della pena di morte” e ai cattolici proponeva un “gesto coraggioso ed esemplare: che nessuna condanna venga eseguita in questo Anno Santo della Misericordia”.

In conclusione, l’episcopato esorta i californiani, con il loro voto, ad “abbracciare sia la giustizia che la misericordia”, sostenendo quindi la Proposizione 62 ed opponendosi alla Proposizione 66.

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