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Pellegrini nel cyberspazio: un successo della “foresta che cresce”

Giornalisti, intellettuali e uomini di Chiesa si sono confrontati per tre giorni alla terza edizione del meeting di Grottammare

“Aiutando l’uomo contemporaneo ad orientarsi a Cristo, incarnazione vivente di Dio misericordioso, Sua Santità invita ad attingere alle risorse spirituali la forza per trattare le cose del mondo ponendo Dio al vertice, affinché il patrimonio dei valori trasmesso lungo i secoli possa continuare ad ispirare e plasmare con lo splendore della verità il futuro della nostra società”.

È iniziata con queste, inattese, parole di papa Francesco contenute in una lettera inviata dal cardinale di Stato di Sua Santità, Pietro Parolin, la terza edizione del meeting nazionale dei giornalisti cattolici Pellegrini nel cyberspazio, organizzato da Grottammare, Offida e Ripatransone dal 16 al 19 giugno.

Il pontefice ha espresso “la cordiale vicinanza a quanti condividono la sfida comunicativa della Chiesa chiamata a vivere la misericordia quale tratto distintivo di tutto il suo essere ed il suo agire” e chiedendo ai partecipanti di pregare per lui, ha impartito “l’implorata benedizione apostolica” ai presuli interventi e a tutti i giornalisti presenti.

Un festival che ha richiamato l’attenzione di oltre 200 giornalisti provenienti da tutta Italia arrivati nelle Marche con le loro famiglie, più di 25 relatori di fama nazionale ed un calendario di attività che hanno consentito di riflettere sulla professione e sul mondo dell’informazione, sulle sfide future dei media, ma al tempo stesso di far conoscere le bellezze della riviera e dell’entroterra delle Marche che ha risposto e con sorprendente entusiasmo all’appello degli organizzatori.

L’evento è nato dalla collaborazione tra Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici che raccoglie 190 testate), Agenzia Sir, Ucsi (Unione cattolica stampa italiana), Tv2000, Radio InBlu, Agenzia Zenit, Ordine dei giornalisti e i giornali diocesani L’Ancora e la La Vita Picena.  Parole come sussidiarietà, vicinanza, rispetto della persona e dei lettori, ascolto delle periferie per dar voce degli ‘ultimi’, hanno fatto da sfondo a questo appuntamento.

Ruffini Tv 2000

Ad aprire il meeting, le parole di monsignor Carlo Bresciani, vescovo della diocesi di San Benedetto-Ripatransone-Montalto. “Siamo convinti – ha affermato il presule dopo aver letto la lettera del Papa – dell’importanza della stampa cattolica oggi più che mai perché le foreste comunicative nelle quali siamo immersi rischiano di mettere sotto silenzio la visione cristiana della vita sotto un rumoroso vociare degli uni contro gli altri”.

Particolarmente toccante l’intervento di monsignor Jacques Behanan Hindo, arcivescovo dell’arcieparchia siro-cattolica di Hassaké-Nisibi dei Siri che ha raccontato del dramma della Siria e di come negli ultimi anni ha vissuto il terrore della guerra da molto vicino. “Ho detto alla mia gente che sarei venuto da voi in Italia per partecipare a questo evento –  ha detto il vescovo –  e mi hanno detto di chiedervi di pregare per noi”.

“Mentre il mio confratello Hindo parlava, facevo una analisi di quanto io conosco delle disavventure di quel popolo –  ha affermato nel suo intervento il cardinale Menichelli -. Ho pensato che noi badiamo a quanto quegli eventi provocano su di noi ma non ci soffermeremo mai sulla tragedia di quelle popolazioni. Mi ha stupito e suscitato emozione quando ha detto: non dateci nulla, ma amateci. Credo che spesso l’informazione sia così veloce che non guardiamo più chi c’è dietro. Quindi per me i media devono essere capaci di centrare tutto sulla persona. Se faremo solo una lettura del problema non capiremo mai abbastanza. L’orientamento per me è una grande attenzione alla persona”.

Apprezzate anche le parole di monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo della diocesi di Ascoli.  “Io ho imparato nel tempo quanto sia importante la parola detta, quella scritta – ha affermato il vescovo -. Nel sottobosco della foresta c’è una realtà bellissima con fiori stupendi, è la realtà quotidiana che possiamo raccontare” e ha chiuso rivolgendosi agli operatori della comunicazione: “Mi auguro che possiate essere l’occhio illuminato sempre dalla luce di Dio perché il vostro occhio, che potrebbe essere la vostra penna, il vostro computer, la vostra telecamera, la vostra parola, possa portare sempre pace”.

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