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Pedofilia. Nuove misure anti-abusi nella diocesi di Lione

Convocato dal card. Barbarin un “summit” di tutti i preti di Lione per individuare nuove iniziative di prevenzione della pedofilia, ascolto delle vittime, azione

Prosegue l’impegno del cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, contro la pedofilia, dopo essere finito alcuni mesi fa sotto inchiesta per la “mancata denuncia” di casi di abusi compiuti da due sacerdoti nella diocesi francese. Il porporato ha infatti voluto organizzare un “summit” di tutti i 220 preti di Lione per fare il punto sulla lotta a questa piaga interna alla Chiesa in modo da individuare nuove iniziative di prevenzione, ascolto delle vittime, azione.  L’incontro si è svolto lo scorso 25 aprile.

Nel prendere la parola ieri – informa un comunicato diffuso dalla diocesi di Lione, diffuso dal Sir – il cardinale ha riferito che “la diocesi aveva compiuto degli errori nella gestione e nomina di alcuni preti”. Ha quindi sottolineato “l’importanza, per le vittime di abusi sessuali commessi dal clero, di veder riconosciuto il loro diritto alla verità e alla giustizia”.

“Le vittime devono poter contare sull’ascolto e sul sostegno della diocesi” ha affermato Barbarin, ribadendo anche “la fiducia che la diocesi ha nella giustizia perché sia fatta luce sulla verità in tutti i casi in cui essa è mancata” e “nei preti che compiono la loro missione con grande dedizione e nella fedeltà al loro stato di vita”.

Sulla scia delle iniziative messe in campo recentemente dai vescovi francesi a livello nazionale, anche la diocesi di Lione, al termine della riunione di ieri, ha quindi avviato una serie di “misure”. La prima è l’apertura di una linea telefonica (0033.04.78 814 845), aperta 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, per le vittime di abuso sessuale. A questo numero risponderanno dei professionisti: psicologi clinici che ascolteranno in maniera del tutto confidenziale il racconto delle vittime, rispettando l’anonimato della vittima e, se la persona lo desidera, potrà essere fissato un appuntamento per iniziare un accompagnamento individualizzato. Se necessario, la vittima può essere accompagnata fino alla presentazione della denuncia.

È stato poi istituito un “collegio di esperti”, composto da un magistrato, uno psichiatra, uno psicanalista, un medico, un canonista, un assistente sociale e due genitori, che ha il compito insieme al vicario generale della diocesi di studiare e analizzare casi sospetti. I sacerdoti hanno poi deciso di avviare un lavoro per rafforzare la formazione del clero, intensificare la prevenzione e l’accompagnamento dei sacerdoti e stabilire nuovi criteri di nomine e ingresso nel sacerdozio.

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