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Patriarcato caldeo e Caritas Iraq insieme per le famiglie musulmane sfollate

Circa 2mila famiglie nei territori di Tikrit e Anban aiutate oggi dalla “iniziativa fraterna” elogiata anche dai leader islamici

Sono circa 2mila le famiglie musulmane sfollate in Iraq a cui il patriarcato caldeo e la Caritas irachena hanno portato oggi aiuti. Una “iniziativa fraterna”, questa, come ha spiegato ad AsiaNews Mar Louis Raphael I Sako, che si svolge nei territori di Tikrit e Anbar, teatro dell’ultima offensiva delle milizie dell’Isis.

A renderla possibile numerosi fedeli che si sono messi a disposizione per guidare e accompagnare camion e mezzi utilizzati per la consegna. “Hanno voluto esprimere in modo concreto la solidarietà dei cristiani ai loro fratelli musulmani, alleviandone in questo modo la loro sofferenza”, ha sottolineato Sako. 

“Siamo venuti qui oggi per esprimere il nostro dolore per quanto sta accadendo nel nostro Paese, per le distruzioni, le uccisioni, le centinaia di migliaia di sfollati”, ha poi aggiunto il patriarca, “noi cristiani abbiamo sofferto molto soprattutto a Mosul e nella piana di Ninive”.

Quindi – ha rimarcato, rivolgendosi alle famiglie di sfollati musulmani in fuga da Tikrit e Anbar – “siamo venuti a dirvi che condividiamo la vostra sofferenza e vi amiamo”. Il capo della Chiesa caldea ha infine auspicato che “queste tragedie finiscano presto” e che le persone “possano tornare nelle loro case e vivere in piena pace e sicurezza”. 

L’iniziativa promossa dai leader cristiani e dalla comunità dei fedeli ha ricevuto l’apprezzamento non solo delle famiglie che hanno beneficiato degli aiuti, ma anche di autorevoli esponenti della comunità musulmana irakena. I due sceicchi Mohamed e Mahmoud Ghurery – riferisce ancora AsiaNews – hanno elogiato la vicinanza e la solidarietà della minoranza cristiana, parlando di “iniziativa nobile e fraterna”.

“La religione cristiana è amore e voi, ora, l’avete incarnato in un gesto concreto”, hanno aggiunto, rammentando i molti attestati di stima e solidarietà ricevuti in questi anni dai cristiani, perché quella di oggi “non è la prima volta”.

“Queste iniziative – concludono i leader musulmani – consolidano la coesistenza e ricostruiscono la fiducia. Dio vi benedica e vi ringraziamo dal profondo del nostro cuore”.  

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