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Pastorale Universitaria di Roma: “A Cracovia per diventare dei veri missionari”

Partecipazione superiore alle attese e giovani pronti a ricevere la chiave interpretativa del Vangelo della Misericordia. Grande attesa per la GMG in Polonia

Sono pronti a partire alla volta di Cracovia i 150 ragazzi della Pastorale Universitaria del Vicariato di Roma. Un numero considerevole, che, unito ai 200 ragazzi della Pastorale Giovanile e a quelli delle altre cappellanie, formeranno il gruppo proveniente dalla Capitale.

“Rispetto alla GMG di Rio de Janerio di tre anni fa – dichiara monsignor Lorenzo Leuzzi, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Universitaria del Vicariato di Roma – c’è molta più partecipazione. Sicuramente perché quest’anno si svolge in Polonia, in Europa, e non nel Sudamerica. Questo significa che è più semplice, a livello economico, sostenere le spese del viaggio”.

“Gli unici inconvenienti sono il periodo, perché in questi giorni c’è ancora qualche universitario alle prese con gli esami, e, purtroppo, l’attualità internazionale. Sicuramente molti genitori non avranno visto di buon occhio questa trasferta dopo quanto accaduto a Dacca o a Nizza. In sostanza, potevamo essere ancora di più, ma nonostante queste difficoltà, la partecipazione è stata superiore alle attese”.

Tantissime le aspettative. “Essendo un grande evento internazionale – prosegue il presule – spero che il concetto di Misericordia possa essere un invito per capire quello che il Papa ha indicato come nuovo sviluppo globale. Si tratta di tradurre le opere misericordiose nella propria vita personale, ma anche di passare da un concetto assistenziale a uno progettuale. In questo momento storico la Giornata Mondiale della Gioventù può favorire questa scoperta. Inoltre, per i giovani universitari romani questa esperienza può essere un momento forte per farli incontrare con la Fede”.

 

Discorso difficile, coniugare vita universitaria e vita di Fede, eppure le due questioni sono strettamente legate. E a unirle è proprio la Misericordia. “La prima cosa che hanno pensato i giovani di questo tema è che si trattasse di un qualcosa di spirituale, o comunque etico-morale – confida monsignor Leuzzi -. In realtà la Misericordia va oltre l’apertura verso gli altri e si allarga alla realtà storica. Non interessa solo il comportamento del singolo, ma anche la modalità con cui l’universitario è chiamato a studiare e a elaborare la cultura a favore del bene comune. Lo studio, la vita accademica, la preparazione per il mondo professionale sono direttamente coinvolti. Abbiamo fatto un forum in cui abbiamo sollecitato gli studenti a coniugare la Misericordia con la propria disciplina accademica. In questo senso, l’Università fa capire che la Fede cristiana non è solo un’esperienza religiosa, ma è molto di più”.

“Il tema della GMG di quest’anno – continua Leuzzi – è una prosecuzione di quello di Rio de Janeiro del 2013: Andate e fate discepoli tutti i popoli. Cracovia infatti aiuta a fare quel passo in più per diventare davvero missionari. Questo obiettivo potrà essere raggiunto quando si avrà la consapevolezza che il Vangelo della Misericordia è l’annuncio che Gesù Cristo è presente nella storia. È una missione che deve diventare protagonista nella società contemporanea”.

Cosa si aspetta da questi ragazzi un uomo che da anni vive con loro fianco a fianco? “I giovani – conclude il monsignore –  non sono né fragili, né prevenuti. Attendono dalla Chiesa una risposta significativa, che non può ridursi né a un messaggio spirituale, né a un messaggio sociale, perché li considerano esperienze strumentalizzabili. Sono in attesa di una proposta coinvolgente, non utopistica, che li aiuti ad essere protagonisti. Avvertono che la storia contemporanea ha bisogno di una chiave interpretativa e questo lo può offrire solo il Vangelo della Misericordia”.

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