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Parolin: “La pace è aspirazione insopprimibile del cuore umano”

Il cardinale Segretario di Stato celebra messa in occasione del Giubileo delle Forze Armate

In occasione del Giubileo delle Forze Armate e di Polizia, il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ha esortato ieri i loro rappresentanti ad “educare ad una cultura della pace, della concordia, della solidarietà, della missione”.

Presiedendo la messa di chiusura dell’evento presso l’Altare della Confessione della Basilica di San Pietro, il porporato ha ricordato che “la pace è aspirazione insopprimibile del cuore umano”.

Ai rappresentanti dei Militari e della Polizia, il cardinale Parolin ha detto: “siete meritoriamente coinvolti in prima persona nel creare, difendere e sostenere la pace in molte aree del mondo e avete chiara la consapevolezza degli ostacoli frapposti dagli egoismi e dalle violenze”.

In conclusione, il Segretario di Stato ha manifestato la sua preghiera per tutti i militari “impiegati in missioni a difesa della giustizia e del ristabilimento della pace”, auspicando che “il desiderio e l’impegno” per la pace “alberghi in ogni persona di buona volontà, in questo nostro mondo così travagliato da lotte che causano sofferenze, distruzioni e miseria, con un aumento di vittime e di profughi e tanta povertà materiale e spirituale”.

La Santa Messa è stata accompagnata dal saluto dell’Ordinario Militare per l’Italia, monsignor Santo Marcianò, che ha ricordato come la “misericordia” abbia “tanti nomi e tanti volti, come tante sono le storie di noi qui presenti, provenienti da tutto il mondo e mandati, in diversi luoghi e contesti, a servire diverse persone e situazioni”.

È proprio la misericordia ad essere sperimentata da ciascun militare “nella sua difficile missione di difesa nei conflitti, di protezione nei pericoli, di accoglienza nelle emergenze”, come è stato da loro “sentito con forza in questi giorni” di condivisione di “vita” e di “testimonianza”.

Il servizio offerto dai militari, dunque, è mirato non solo alla prevenzione dei conflitti ma anche alla costruzione della pace, come insegnano “tanti esempi di fratelli che, nella storia e in tutto il mondo, vivono la propria missione con dedizione totale, non esitando a offrire persino la propria esistenza per difendere la vita dei più deboli”, ha poi concluso Marcianò. [L.M]

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