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Parolin inaugura a Lorenzago di Cadore un Santuario all’aperto dedicato a San Giovanni Paolo II

Nella sua omelia, il Segretario di Stato ha ricordato la figura di questo “Papa innamorato di Cristo”, evidenziando la bellezza della località veneta dove Wojtyla trascorse diversi soggiorni estivi

È stata la gioia il filo conduttore dell’omelia del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, durante la celebrazione di ieri pomeriggio per l’inaugurazione del santuario all’aperto dedicato a Giovanni Paolo II, a Lorenzago di Cadore.

La gioia, cioè, che ha caratterizzato il lungo pontificato di questo “Papa innamorato di Cristo”, della famiglia e della vita. La gioia che è “elemento centrale dell’esperienza cristiana e la vocazione della Chiesa”. Ma anche la gioia provocata dalla “bellezza delle montagne e dei boschi” della località veneta, che – ha detto Parolin – “porta in sé la visibilità dell’invisibile”, e che il Pontefice polacco ha amato profondamente, avendovi trascorso cinque soggiorni estivi tra il 1987 e il 1996.

“Dieci anni fa — ha aggiunto il Segretario di Stato nella sua omelia riportata da L’Osservatore Romano — era ancora in mezzo a noi e noi eravamo con lui. Dopo la sua morte, umile e gloriosa, siamo stati spettatori della sua beatificazione, il 1° maggio 2010, e della sua canonizzazione, il 27 aprile 2014″.

Il cardinale ha quindi elencato i punti focali del magistero del Santo polacco, “ancora oggi di grande attualità” ha detto, soprattutto nella prospettiva del Sinodo dei vescovi per la famiglia, come anche nell’impegno per la difesa della vita e per la pace specialmente in Medio Oriente.

Ha infine ringraziato il Signore per la gioia, appunto, che suscita “la memoria di san Giovanni Paolo II, al quale dedichiamo questo santuario all’aperto in un luogo a lui particolarmente caro”. 

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