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Donne Chiesa Mondo

Parolin e le donne: “La loro voce contributo indispensabile”

Il Segretario di Stato è intervenuto stamane alla presentazione in Vaticano della nuova veste grafica di ‘Donne Chiesa mondo’, il mensile de L’Osservatore Romano tutto al femminile

“Se non ascoltassimo la voce delle donne nella vita e nella Chiesa perderemmo contributi indispensabili”. Lo ha affermato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, durante la conferenza stampa di presentazione di stamane, nella Filmoteca Vaticana, della nuova veste grafica di Donne Chiesa mondo, il mensile de L’Osservatore Romano tutto al femminile.

Una iniziativa, questa, che – ha spiegato Giovanni Maria Vian, direttore del quotidiano vaticano – ispirata da Benedetto XVI “che ha voluto una maggiore presenza delle donne nel giornale della Santa Sede”. Dall’idea di due collaboratrici è nato quindi il mensile: “Avevamo pensato a un inserto, poi è diventato una rivista vera e propria. Oggi il mensile esordisce con una veste nuova e straordinariamente elegante” ha osservato Vian.

Ha quindi spiegato che obiettivo di Donne Chiesa Mondo è di abbracciare una “dimensione sempre più internazionale”; proprio per questo “dall’inizio dell’anno la redazione si è allargata”, ampliando il ventaglio dei collaboratori anche ad una presenza ebraica e alle sorelle della Comunità di Bose.

“L’interesse che ha suscitato il mensile – ha fatto eco Parolin – è confermato dai libri nel mondo con articoli tematici”. Esso “apre la via a una nuova e positiva abitudine: ascoltare le donne, di guardare al molto che hanno da dire e alle numerose iniziative che sanno realizzare, per mettere in atto quella sinergia del maschile e del femminile che tante volte è stata invocata nei documenti ufficiali ma non sempre messa in pratica”.

Un’attenzione che spesso nella Chiesa manca anche se nella storia le donne hanno svolto ruoli rilevanti nell’annuncio del Vangelo e nella testimonianza cristiana”. “Il mensile suggerisce che le donne hanno molto da dire, allora è indispensabile ascoltarle” ha affermato il Segretario di Stato, spiegando che “intenzione di fondo” della rivista è di rendere conto dell’impatto culturale del pensiero femminile nella riflessione esegetica”.

“Le donne devono dare il loro contributo per quello che sono e che valgono”, ha poi aggiunto il cardinale rispondendo ad alcune domande dei cronisti presenti. “Mi pare che le donne non vogliano le quote rosa, e che vogliano farsi avanti per i loro meriti e le loro capacità, senza avere spazi riservati dalle istituzioni”.

Citando le parole di Papa Francesco, il porporato ha chiesto di dare alle donne un maggiore spazio in ogni ambito della società e magari anche della Chiesa. Un cammino, questo, “che si sta facendo”: “Di per sè una donna – ha detto – potrebbe ricoprire l’ufficio di Segretario di Stato che non è legato ai sacramenti e al sacerdozio ma comunque torno a dire, guardiamo già il cammino che si è fatto e poi il Signore dirà dove si può arrivare ma ci sono già posizioni definitive, come sull’accesso al sacerdozio, la Chiesa ha già preso una posizione definitiva”.

In ogni caso, “è importante fare passi in avanti, come quelli che abbiamo presentato oggi, senza dimenticare che nella Chiesa il contributo femminile è stato di eccezionale valore”, ha sottolineato Parolin. Ha quindi indicato in Santa Caterina da Siena il punto di riferimento delle donne moderne, perché lei “ha avuto un ruolo fondamentale non solo nella vita spirituale della Chiesa, ma anche politico, diplomatico”.

Rispondendo infine alla domanda di una cronista sul ruolo delle donne in politica, anche in vista delle prossime amministrative a Roma, Parolin ha dichiarato che è un bene che le donne siano presenti in politica, in quanto esse “possono integrare la presenza e l’azione degli uomini e portare veramente un grande contributo, per una politica più attenta alla persona e al bene comune”.

[S.C.]

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