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Parlare di Dio nella società secolare. Tavola Rotonda alla Santa Croce

Il 2 dicembre una riflessione con Marcello Pera, Lluìs Oviedo e Robert Cheib, a partire dall’opera  di  Giuseppe Tanzella‐Nitti, Teologia fondamentale in contesto scientifico

Parlare di Dio, oggi, nel contesto contemporaneo, accettando il contrappunto scientifico, filosofico e storico: questo l’oggetto della tavola rotonda a cui parteciperanno Marcello Pera, già presidente del Senato della Repubblica, filosofo della scienza, Lluìs Oviedo, ordinario di antropologia teologica e teologia fondamentale, Pontificia Università Antonianum e Robert Cheib, docente di teologia fondamentale, Università del Sacro Cuore, Roma.

Le  riflessioni  dei  tre  relatori  prendono  le  mosse  dall’opera  di  Giuseppe  Tanzella‐Nitti, Teologia fondamentale in contesto scientifico, in cui l’autore, già astronomo presso l’Osservatorio Astronomico di Torino, ordinario di Teologia fondamentale e direttore del centro di Ricerca di Scienza e fede (disf.org) offre una visione sistematica sulle ragioni della fede che includono e vagliano anche le argomentazioni proprie della razionalità scientifica e filosofica. Includendo così le “ragioni” della scienza, nell’opera si delineano i tratti di una teologia fondamentale che, per andare ancora più a fondo nel dialogo tra fede e ragione, ricerca ed offre la verità portando con sé il dato scientifico e filosofico, assumendo le domande dell’uomo contemporaneo.

Una Teologia Fondamentale in contesto  scientifico così strutturata vuole porsi come strumento di sussidio per quanti desiderino approfondire gli argomenti propri della teologia fondamentale imparando ad includere le obiezioni della scienza, della filosofia e della storia. Cosa può offrire la Teologia fondamentale a tutti coloro che si riconoscono impegnati nel compito di una nuova evangelizzazione? Per rispondere a questa domanda, l’Autore ritiene necessario chiarire la collocazione del sapere teologico entro il più ampio quadro del sapere filosofico e scientifico, ma anche interrogarsi su come esso intercetti le domande dell’uomo contemporaneo.  

Se,  da un lato, ciò implica riconoscere la sensibilità odierna verso un’immagine di Dio che sappia parlare al cuore e agli affetti, dall’altro, suggerisce di esplorare quali convergenze oggi esistano fra il Dio di Abramo e il Dio dei filosofi e degli scienziati. Alla presenza dell’autore, i tre professori si assumono il delicato compito di affrontare la tematica nel contesto attuale e di affrontare il confronto con il pubblico.

 

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