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Papa: “Un mondo senza armi nucleari, obiettivo alla nostra portata”

Lettera del Santo Padre alla Conferenza Onu finalizzata a negoziare uno strumento giuridicamente vincolante sulla proibizione delle armi nucleari

“Il destino condiviso dell’umanità richiede di rafforzare, con realismo, il dialogo e costruire e consolidare meccanismi di fiducia e di cooperazione, capaci di creare le condizioni per un mondo senza armi nucleari”. Così Papa Francesco, nel suo Messaggio alla Conferenza Onu finalizzata a negoziare uno strumento giuridicamente vincolante sulla proibizione delle armi nucleari (New York, 27-31 marzo 2017), cui partecipa mons. Antoine Camilleri, capo della delegazione della Santa Sede a questa assemblea.

Il Santo Padre sottolinea che oggi per applicare pienamente il Trattato di non proliferazione è fondamentale la cooperazione tra tutti gli attori dello scacchiere geopolitico. Egli rileva che le principali minacce di oggi – terrorismo, conflitti asimmetrici, sicurezza informatica, problematiche ambientali, povertà – definiscono “l’inadeguatezza della deterrenza nucleare a rispondere efficacemente a tali sfide”.

Senza contare – prosegue il testo – “le catastrofiche conseguenze umanitarie e ambientali che derivano da qualsiasi utilizzo degli ordigni nucleari con devastanti effetti indiscriminati e incontrollabili nel tempo e nello spazio”.

Va considerato allora uno “spreco” la spesa per il nucleare a scopo militare, tali fondi “potrebbero invece essere utilizzate per priorità più significative”, quali la promozione della pace e la lotta alla povertà.

“Dobbiamo anche chiederci – prosegue il Santo Padre – quanto sia sostenibile un equilibro basato sulla paura, quando esso tende di fatto ad aumentare la paura e a minare le relazioni di fiducia fra i popoli”, creando “un equilibrio di potere” retto dalla “minaccia di una distruzione reciproca o di totale annientamento”.

L’invito del Pontefice è allora “ad andare oltre la deterrenza nucleare”, puntando alla “eliminazione totale delle armi nucleari”. La quale deve nascere da “un approccio concreto” che respinga “paura” e “isolazionismo”. Mutuando l’enciclica Laudato Si’, egli ricorda che “il conseguimento di un mondo senza armi nucleari richiede processi di lungo periodo, basati sulla consapevolezza che ‘tutto è connesso’, in un’ottica di ecologia integrale”.

Ecco quindi che “il destino condiviso dell’umanità richiede di rafforzare, con realismo, il dialogo e costruire e consolidare meccanismi di fiducia e di cooperazione, capaci di creare le condizioni per un mondo senza armi nucleari”. Di qui la necessità di “un dialogo che sia il più inclusivo possibile”, tra organizzazioni e tutti gli Stati, compresi quelli possessori di armi nucleari. “In questo sforzo – precisa il Vescovo di Roma – dobbiamo evitare quelle forme di recriminazione reciproca e di polarizzazione che intralciano il dialogo invece di incoraggiarlo.”

Del resto – sottolinea – “l’umanità ha la capacità di lavorare insieme per costruire la nostra casa comune; abbiamo la libertà, l’intelligenza e la capacità di guidare e dirigere la tecnologia, così come di limitare il nostro potere, e di metterli al servizio di un altro tipo di progresso: più umano, più sociale e più integrale”.

Infine il Papa definisce questa conferenza alle Nazioni Unite “un esercizio di speranza” che si augura “possa rappresentare anche un passo decisivo nel cammino verso un mondo senza armi nucleari”, obiettivo “di lungo periodo estremamente complesso”, ma che “non è al di fuori della nostra portata”.

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