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Servizio Fotografico © L'Osservatore Romano

Papa: “Quant’è brutto quando i pastori della Chiesa diventano ‘principi’, lontani dai più poveri…”

All’Udienza Generale, Francesco ricorda che, nei momenti di stanchezza e di oppressione, è sempre Gesù a ristorarci con la sua Misericordia

Gli stanchi e gli oppressi sono sempre nel cuore di Gesù Cristo, dove troveranno riposo e sollievo. Lo ha ricordato papa Francesco, durante l’udienza generale di stamattina in piazza San Pietro, attingendo al Vangelo di Matteo (11,28-30)

“Durante questo Giubileo abbiamo riflettuto più volte sul fatto che Gesù si esprime con una tenerezza unica, segno della presenza e della bontà di Dio”, ha detto in apertura il Pontefice.

Gesù si rivolge in modo particolare alle “persone semplici e gravate da una vita difficile”. A loro dice: “Venite a me”. “Magari tutti i leader del mondo potessero dire questo!”, ha commentato il Santo Padre.

Gli “stanchi” e gli “oppressi”, assieme ai “poveri” e ai “piccoli”, sono coloro i quali “non possono contare su mezzi propri, né su amicizie importanti” ma “solo confidare in Dio”. Essi, “consapevoli della propria umile e misera condizione, sanno di dipendere dalla misericordia del Signore, attendendo da Lui l’unico aiuto possibile”.

È proprio in questi mesi di Giubileo che, “nelle cattedrali e nei santuari, in tante chiese del mondo, negli ospedali nelle carceri”, tanti pellegrini in tutto mondo varcano le varie Porte della Misericordia, allo scopo di “trovare Gesù, la sua amicizia, il ristoro che solo Gesù sa dare”; vivono così una “conversione”, che consiste sempre “nello scoprire la misericordia del Signore, infinita e inesauribile”.

Di seguito, però, il Signore esprime un secondo imperativo: “Prendete il mio giogo”, indicando, secondo il linguaggio della tradizione biblica, “lo stretto vincolo che lega il popolo a Dio e, di conseguenza, la sottomissione alla sua volontà espressa nella Legge”.

Con queste parole, Gesù si contrappone agli scribi e ai farisei, spiegando loro che “scopriranno la volontà di Dio mediante la sua persona, mediante Gesù, non mediante leggi e prescrizioni fredde che Gesù stesso condanna”.

Ricevendo il “giogo di Gesù” ogni discepolo entra così “in comunione con Lui ed è reso partecipe del mistero della sua croce e del suo destino di salvezza”, ha sottolineato il Papa.

Il terzo imperativo è: “Imparate da me”. Con queste parole, Gesù prospetta ai discepoli “un cammino di conoscenza e di imitazione”; non vuole essere “un maestro che con severità impone ad altri dei pesi che lui non porta”, come lui stesso rimproverava ai “dottori della legge”. Al contrario, “si rivolge agli umili e ai piccoli perché Lui stesso si è fatto piccolo e umile”, come loro “povero e provato dai dolori”.

La strada che Gesù ha percorso non è stata “facile”, anzi, è stato “un cammino doloroso e difficile”. Eppure “il giogo che i poveri e gli oppressi portano è lo stesso giogo che Lui ha portato prima di loro”, caricandosi “i dolori e i peccati dell’intera umanità”; è quindi “un giogo leggero”, con cui Egli dona a tutti la “possibilità di salvezza”.

Gesù ha potuto fare questo, ha osservato il Pontefice, perché “non era un principe” ma “si è fatto tutto a tutti, si è donato ai poveri, alla gente, lavorava tutto il giorno con loro”. Francesco ha quindi commentato: “È brutto per la Chiesa quando i pastori diventano principi, lontano dalla gente, dai più poveri”.

Rivolto ai pellegrini e ai fedeli, il Papa ha quindi sottolineato quanto i “momenti di stanchezza e di delusione” non manchino per nessuno di noi. In quei frangenti è bene ricordarci le parole del Signore “che ci danno tanta consolazione e ci fanno capire se stiamo mettendo le nostre forze al servizio del bene. Infatti – ha osservato – a volte la nostra stanchezza è causata dall’aver posto fiducia in cose che non sono l’essenziale, perché ci siamo allontanati da ciò che vale realmente nella vita”.

Anche quelli che si sentono “peccatori”, potranno quindi diventare “strumenti di misericordia” e “vivere di misericordia”, ovvero “essere bisognosi di Gesù” e “misericordiosi con gli altri”.

“Non lasciamoci rubare la speranza di vivere questa vita insieme con Lui e con la forza della sua consolazione”, ha quindi concluso il Santo Padre.

About Luca Marcolivio

Roma, Italia Laurea in Scienze Politiche. Diploma di Specializzazione in Giornalismo. La Provincia Pavese. Radiocor - Il Sole 24 Ore. Il Giornale di Ostia. Ostia Oggi. Ostia Città (direttore). Eur Oggi. Messa e Meditazione. Sacerdos. Destra Italiana. Corrispondenza Romana. Radici Cristiane. Agenzia Sanitaria Italiana. L'Ottimista (direttore). Santini da Collezione (Hachette). I Santini della Madonna di Lourdes (McKay). Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato (Vallecchi).

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