Dona Adesso
Syria

Pixabay

Papa: “Immediato ‘cessate il fuoco’ in Siria. Ancora bambini sotto le bombe”

Bergoglio si è rivolto ai responsabili chiedendo di rispettare la tregua per far evacuare i civili. L’arcivescovo armeno di Aleppo: “Il suo cuore è con noi”

Ancora un appello di Papa Francesco a favore della martoriata Siria. Al termine dell’Udienza generale in piazza San Pietro, il Pontefice ha detto: “Voglio sottolineare e ribadire la mia vicinanza a tutte le vittime del disumano conflitto in Siria. È con un senso di urgenza che rinnovo il mio appello, implorando, con tutta la mia forza, i responsabili, affinché si provveda a un immediato cessate il fuoco, che sia imposto e rispettato almeno per il tempo necessario a consentire l’evacuazione dei civili, soprattutto dei bambini, che sono ancora intrappolati sotto i bombardamenti cruenti”.

Parole, queste del Papa, profondamente apprezzate dalla popolazione siriana e dai suoi esponenti religiosi. Commentandole a caldo con l’agenzia Fides, l’arcivescovo Boutros Marayati, alla guida dell’arcieparchia armena cattolica di Aleppo, ha detto: “Sappiamo che il cuore del Papa è con noi. Lo abbiamo visto anche quando ha scelto di inserire l’Arcivescovo Mario Zenari, Nunzio apostolico a Damasco, nella lista dei futuri cardinali. Ma proprio mentre lui chiede il cessate il fuoco, le bombe continuano a cadere su di noi, sia a Aleppo est che a Aleppo ovest. Nelle ultime ore due lanci d’artiglieria sono arrivati sul nostro quartiere. Speriamo che le sue parole raggiungano quelli che sui diversi fronti, continuano ad alimentare questa guerra sporca”.

Nelle parole dell’arcivescovo gli accenti di speranza s i alternano ad espressioni angosciate per l’ennesimo incrudelirsi della situazione sul campo: “Nei giorni scorsi – riferisce Marayati – l’inviato dell’Onu Staffan de Mistura si era detto pronto a venire a Aleppo per accompagnare fisicamente i gruppi armati ribelli fuori dall’area urbana, garantendo loro l’incolumità, per permettere ai civili di essere liberati dall’incubo delle bombe. Ma la sua proposta è stata rifiutata dai gruppi ribelli. Ora siamo di nuovo anche senza acqua e senza luce, e la situazione diventa sempre più grave, soprattutto per i bambini”.

 

About Redazione

Share this Entry

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione