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Udienza generale (31/01/2018) - Foto @Vatican Media

Papa Francesco: Vincere l’egoismo

I “Tweet” del Santo Padre pubblicati il 26 e 27 febbraio 2018

Siamo tutti chiamati a vivere la gioia che nasce dall’incontro con Gesù, per vincere il nostro egoismo, uscire dalla nostra comodità”; questo l’odierno tweet di Papa Francesco. Il Santo Padre ricorda sempre che l’egoismo è il contrario dell’atteggiamento cristiano evidenziando i danni che genera. A causa dell’egoismo, infatti “l’essere umano finisce per rovinare anche le cose più belle che gli sono state affidate. E così è successo anche per il creato”; così il Pontefice pochi giorni fa durante l’udienza generale il 22 febbraio 2017.

L’egoismo è stato definito una delle “malattie del cuore” da Papa Francesco che ha aggiunto anche la superbia e la corruzione; peccati che ci rendono impuri e dai quali bisogna purificarsi.

L’importanza di seguire la strada giusta, di mettere i valori autentici al centro della propria vita è l’argomento del tweet pubblicato ieri dal Santo Padre: “Se vogliamo un futuro di prosperità di tutti, manteniamo la bussola puntata verso il ‘vero Nord’, cioè i valori autentici.”

Nell’omelia in occasione dell’Epifania, sabato 6 gennaio 2018, il Pontefice ha posto l’attenzione su quale sia la “stella” di riferimento, quale l’obiettivo da scegliere nella vita. Occorre saper distinguere fra ciò che luccica solamente e ciò che ha un valore profondo: “Ci sono stelle abbaglianti, che suscitano emozioni forti, ma che non orientano il cammino. Così è per il successo, il denaro, la carriera, gli onori, i piaceri ricercati come scopo dell’esistenza. Sono meteore: brillano per un po’, ma si schiantano presto e il loro bagliore svanisce. Sono stelle cadenti, che depistano anziché orientare.” L’unica stella da seguire è la strada del Signore: “non è sempre folgorante, ma sempre presente; è mite; ti prende per mano nella vita, ti accompagna. Non promette ricompense materiali, ma garantisce la pace e dona, come ai Magi, «una gioia grandissima» (Mt 2,10). Chiede, però, di camminare.”

 

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