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Udienza ai partecipanti al Capitolo Generale della Congregazione della Passione di Gesù Cristo (Passionisti) - Foto © Vatican Media

Papa Francesco: “Vi incoraggio ad essere ministri di guarigione spirituale e di riconciliazione”

Udienza ai partecipanti al Capitolo Generale della Congregazione della Passione di Gesù Cristo (Passionisti)

Alle ore 11.45 di questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco riceve in Udienza i partecipanti al 47° Capitolo Generale della Congregazione della Passione di Gesù Cristo (Passionisti), in corso a Roma dal 6 al 27 ottobre 2018.

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa rivolge ai presenti all’incontro:

Discorso del Santo Padre

Cari fratelli,
sono lieto di incontrarvi in occasione del vostro Capitolo Generale e ringrazio il Superiore per le sue parole. In questi giorni, le vostre riflessioni sono state guidate dal tema «Rinnovare la nostra missione: Gratitudine, Profezia e Speranza». Queste tre parole: gratitudine, profezia e speranza esprimono lo spirito con cui desiderate stimolare la vostra Congregazione ad un rinnovamento nella missione. Infatti, oltre ad eleggere il governo dell’Istituto, voi vi proponete di attuare un nuovo cammino di formazione continua per le vostre comunità, radicato nell’esperienza della vita quotidiana; e inoltre intendete operare un discernimento sulla metodologia pastorale nell’approccio alle giovani generazioni.

Il vostro Fondatore, San Paolo della Croce, diede a sé stesso e ai suoi compagni questo motto: «Che la Passione di Gesù Cristo sia sempre nei nostri cuori». Il suo primo biografo, San Vincenzo Maria Strambi, disse di lui: «Sembrava che Dio Onnipotente avesse scelto Padre Paolo, in modo speciale, per insegnare alla gente come cercare Lui nell’interiorità del proprio cuore». San Paolo della Croce voleva che le vostre comunità fossero scuole di preghiera, dove poter fare esperienza di Dio. La sua stessa santità fu vissuta tra oscurità e desolazioni, ma anche con una gioia e una pace che toccavano il cuore di chi lo incontrava.

Al centro della vostra vita e della vostra missione c’è la Passione di Gesù, che il Fondatore descriveva come «la più grande e stupenda opera dell’amore di Dio» (Lettere II, 499). Il voto che vi contraddistingue, con cui vi impegnate a mantenere viva la memoria della passione, vi pone ai piedi della Croce, da cui scaturisce l’amore sanante e riconciliante di Dio. Vi incoraggio ad essere ministri di guarigione spirituale e di riconciliazione, tanto necessarie nel mondo di oggi, segnato da antiche e nuove piaghe. Le vostre Costituzioni vi chiamano a dedicare tutto voi stessi alla «evangelizzazione e ri-evangelizzazione dei popoli, preferendo i più poveri nei luoghi più abbandonati» (Cost. 70). La vostra vicinanza alla gente, espressa tradizionalmente attraverso le missioni popolari, la direzione spirituale e il sacramento della Penitenza, è una testimonianza preziosa.

La Chiesa ha bisogno di ministri che parlino con tenerezza, ascoltino senza condannare e accolgano con misericordia. La Chiesa oggi sente forte l’appello ad uscire fuori da sé stessa e andare alle periferie, sia geografiche sia esistenziali. Il vostro impegno ad abbracciare le nuove frontiere della missione implica non soltanto l’andare in nuovi territori per portarvi il Vangelo, ma anche affrontare le nuove sfide del nostro tempo, come le migrazioni, il secolarismo e il mondo digitale. Ciò significa essere presenti in quelle situazioni dove la gente percepisce l’assenza di Dio, e cercare di stare vicino a coloro che, in qualsiasi modo o forma, stanno soffrendo. In quest’epoca di cambiamenti, che è piuttosto un cambiamento di epoca, siete chiamati ad essere attenti alla presenza e all’azione dello Spirito Santo, leggendo i segni dei tempi. Situazioni nuove richiedono risposte nuove.

San Paolo della Croce fu molto creativo nel rispondere ai bisogni del suo tempo, riconoscendo – come dice nella Regola – che «l’amore di Dio è ingegnosissimo e non si mostra tanto con le parole, quanto con le opere e con gli esempi di chi ama» (XVI). Una fedeltà creativa al vostro carisma vi permetterà di rispondere ai bisogni della gente di oggi, rimanendo vicini al Cristo sofferente così da portare la sua presenza ad un mondo che soffre. La vostra Congregazione ha dato molti esempi di santità al popolo di Dio; pensiamo a San Gabriele dell’Addolorata, un giovane la cui gioiosa sequela di Cristo parla ancora ai giovani di oggi. La testimonianza dei Santi e dei Beati della vostra Famiglia religiosa manifesta la fruttuosità del vostro carisma e rappresenta modelli a cui ispirare le vostre scelte apostoliche. La forza e la semplicità del vostro messaggio, che è l’amore di Dio rivelato sulla Croce, possono ancora parlare all’odierna società che ha imparato a non fidarsi più delle sole parole e a lasciarsi convincere solo dai fatti. Per molti giovani che sono alla ricerca di Dio, la Passione di Gesù può essere fonte di speranza e di coraggio, insegnando loro che ognuno è amato personalmente e fino alla fine. Possano la vostra testimonianza e il vostro apostolato continuare ad arricchire la Chiesa, e possiate voi restare sempre vicino a Cristo crocifisso e al suo popolo sofferente. La Benedizione Apostolica, che di cuore ora imparto a voi capitolari e a tutta la famiglia Passionista, vi accompagni nel vostro cammino. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me.

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