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Papa ai luterani: “I nostri fedeli chiedono unità”

Ricevendo una delegazione della Chiesa Evangelica tedesca, Francesco ricorda l’importanza dell’ecumenismo in un mondo che conosce “nuove forme di emarginazione”

Cattolici e protestanti “per troppo tempo hanno alimentato ostilità e si sono accaniti in lotte”, spesso violente e “fomentate da interessi politici e di potere”. Occorre dunque rendere grazie a Dio se oggi, “deposto tutto ciò che è di peso”, essi hanno ricominciato a “camminare insieme”.

Vuole essere un altro mattoncino posato sull’edificio dell’ecumenismo, la riflessione di Papa Francesco, espressa stamattina in Vaticano davanti a una delegazione ecumenica della Chiesa Evangelica in Germania, accompagnata dal card. Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca.

Costruzione dell’edificio dell’ecumenismo che sta conoscendo quest’anno, in occasione 500esimo anniversario della Riforma luterana, una tappa che Bergoglio definisce “significativa”, in quanto cristiani evangelici e cattolici stanno cogliendo occasione della commemorazione comune degli eventi storici del passato “per mettere nuovamente Cristo al centro dei loro rapporti”.

Il Santo Padre osserva che oggi è necessario “riproporre agli uomini e donne del nostro tempo la novità radicale di Gesù, la misericordia senza limiti di Dio”, che è “proprio ciò che i Riformatori ai loro tempi volevano stimolare”. A tal proposito ricorda quanto affermato da Benedetto XVI ad un incontro con rappresentanti luterani tedeschi, nel 2011, ossia che “la questione su Dio”, su “come poter avere un Dio misericordioso”, era “la passione profonda, la molla della vita e dell’intero cammino”.

La Riforma costituisce però anche la cesoia che ha provocato un grande scisma nel cuore cristiano d’Europa. È un fatto “tragico”, che attesta il “fallimento di entrambi”. Occorre dunque volgere lo sguardo verso l’avvenire, per giungere “con coraggio e decisione verso un’unità sempre più piena” tra le varie confessioni cristiane.

Non nasconde, il Papa, l’esistenza di “differenze in questioni di fede e di morale”. Le reputa tuttavia, più che ostacoli, “sfide sul percorso verso la visibile unità, alla quale anelano i nostri fedeli”. In particolare, il Vescovo di Roma rivolge un pensiero agli sposi che appartengono a confessioni diverse. Di qui la necessità di una “preghiera insistente e con tutte le forze” per rendere sempre più vicini luterani e cattolici, e per rafforzare la collaborazione “soprattutto nel servizio a coloro che maggiormente soffrono e nella custodia del creato minacciato”.

Del resto, in un periodo in cui l’umanità “sperimenta gravi lacerazioni e nuove forme di esclusione e di emarginazione”, Francesco afferma che “la chiamata urgente di Gesù all’unità ci interpella” e che “la nostra responsabilità è grande”.

[a cura di Federico Cenci]

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