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Pakistan: scomparsi quattro attivisti, si sospetta un sequestro di Stato

Si tratta di tre blogger e un professore, tutti critici nei confronti dell’estremismo religioso del Governo. Dura accusa del senatore Khatak: “Questo è bullismo di Stato”

L’incubo dei desaparecidos, che ha investito qualche decennio fa l’America Latina, si affaccia in Pakistan. Da una settimana, infatti, si sono perse le tracce di quattro persone in diverse città del Paese asiatico. Si tratta del professor Salman Haider e dei tre blogger Waqas Goraya, Aasim Saeed e Ahmad Raza Naseer. Sono accomunati dall’atteggiamento critico verso l’estremismo religioso, denunciando come esso sia presente nel Governo e in ambienti militari.

Di ora in ora cresce la preoccupazione di familiari, amici e sostenitori delle quattro persone scomparse. Ieri è avvenuta una manifestazione per chiedere alle istituzioni di far luce sulla loro sorte.

Come riferisce AsiaNews, il senatore Afrasiab Khatak, ex presidente della Human Rights Commission of Pakistan, ha affermato alla folla riunita ad Islamabad: “Questo è bullismo di Stato. Chi ha fatto tutto ciò ha infranto la legge. Questo Paese non appartiene né ai generali, né ai burocrati, né ai capitalisti o ai signori feudali, ma appartiene al suo popolo. Non rimarremmo in silenzio”.

Salman Haider è un noto poeta e insegna alla Fatima Jinnah Women’s University di Rawalpindi. Egli è scomparso lo scorso 6 gennaio a Islamabad, mentre due giorni prima a Lahore si sono perse le tracce dei cugini Waqas Goraya e Aasim Saeed. Infine il 7 gennaio è scomparso anche il blogger Ahmed Raza Naseer, malato di poliomelite, forse rapito mentre era nel suo negozio di Skeikhupura, vicino Lahore. Il Ministero dell’Interno ha assicurato che farà luce sulla scomparsa del prof. Haider, ma non si è pronunciato riguardo ai tre blogger.

In molti, come trapela anche dalle parole del senatore Khatak, sospettano che le autorità siano coinvolte nei sequestri. In un editoriale apparso su Dawn, il maggior quotidiano in lingua inglese del Pakistan, si sottolinea che non si “può nascondere” questa “sgradevole verità”. Mentre Brad Adams, direttore per l’Asia di Human Rights Watch, aggiunge: “La natura di questi chiari rapimenti mette il Governo in avviso di essere parte della soluzione o essere ritenuto responsabile per il suo ruolo nel problema”.

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