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Pakistan: passi avanti per la modifica della legge sulla blasfemia

Il presidente del Consiglio per l’ideologia ha deciso di discutere pubblicamente di questa possibilità. L’Arcivescovo di Lahore: “Speriamo in un cambiamento in meglio”

Si accende un lume di speranza per i cristiani del Pakistan. Il Consiglio per l’ideologia del Paese asiatico ha infatti aperto alla possibilità di modificare il testo, composto da tre articoli del Codice penale che puniscono con l’ergastolo e con la pena di morte il vilipendio alla religione islamica.

“Approviamo la riflessione e i passi del Consiglio per l’ideologia e speriamo che una modifica della legge sulla blasfemia, per impedirne l’abuso, possa essere imminente. Già il Presidente del Pakistan, Mamnoon Hussain, incontrando noi Vescovi e altri leader religiosi lo scorso anno, ci aveva comunicato che si sarebbe impegnato in tal senso. L’abuso della legge, usata per altri scopi, fa soffrire molti cittadini pakistani musulmani e cristiani, e di tutte le religioni, distruggendo ingiustamente la vita di molti innocenti. Speriamo in un cambiamento in meglio”. Così mons. Sebastian Shaw, Arcivescovo di Lahore, ha espresso all’agenzia Fides la sua soddisfazione.

Muhammad Khan Sherani, presidente del Consiglio dell’ideologia islamica, decidendo di discutere pubblicamente di questo tema ha infranto un tabù. Si attende ora che porti la questione in Parlamento. Secondo Nasir Saeed, attivista cristiano e direttore dell’Ong Claas (Centre for Legal Aid, Assistance and Settlement), impegnata nella difesa dei diritti dei cristiani in Pakistan, “le parole del presidente Sherani sono incoraggianti, dato che fino a qualche anno fa non si poteva nemmeno discutere di questa legge. Speriamo che ben presto avvenga una evoluzione positiva”.

Il 16 febbraio a Lahore ci sarà l’udienza sul caso di Sajjad Masih Gill, cristiano accusato di blasfemia. L’udienza, inizialmente prevista il 28 gennaio, è stata rimandata perché due avvocati dell’imputato sono stati aggrediti per strada, vicino al Tribunale, da un commando di militari armati.

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