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Padre Victor: il figlio di schiavi divenuto Beato

Beatificato ieri a Três Pontas, in Brasile, il sacerdote di origine africana, testimone di fede e di umiltà. Intervista al postulatore Paolo Vilotta

“Parroco generoso e zelante nella catechesi e nell’amministrazione dei sacramenti si distinse soprattutto per  la sua grande umiltà. Possa la sua straordinaria testimonianza essere di modello per tanti sacerdoti, chiamati ad essere umili servitori del popolo di Dio”. Così Papa Francesco, oggi, durante l’Angelus, ha ricordato la figura di don Francisco de Paula Victor, sacerdote brasiliano di origine africana, figlio di una schiava, proclamato beato ieri a Três Pontas, nello Stato di Minas Gerais in Brasile. La diocesi di Campanha è particolarmente generosa di Santi. Sono tre infatti i candidati ad essere elevati agli onori dagli altari provenienti da quella Chiesa, oltre a don Victor, anche Madre Teresa Margherita del Cuore di Maria, popolarmente nota come “Nostra Madre”, e la Beata Francisca Paula di Gesù, laica detta “Nha Chica”. In occasione della beatificazione di don Victor, ZENIT ha intervistato il postulatore della causa di canonizzazione, l’italiano Paolo Vilotta, che segue più di 25 processi di canonizzazione in Brasile.

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Prima che si concludesse il processo di beatificazione di don Victor è passato un lungo tempo? Come mai cosí tanto?

Ufficialmente l’Inchiesta è cominciata nel 1993, ma è stata ripresa nel 1998 e da quest’ultimo periodo ad oggi non possiamo assolutamente dire che è passato molto tempo, anzi, in tempi abbastanza brevi sono state riconosciute l’eroicità delle virtù e successivamente è stato riconosciuto il miracolo. Sia per il Beato Victor che per la Beata Nha Chica sono passati molti anni per l’inizio dei Processi questo sicuramente, che è comune in tutto il Brasile, è dovuto ad una mancanza di esperienza in tal senso. Ma nonostante ciò, come già accennato, la fama di santità non è mai venuta meno, anzi è sempre aumentata e si è diffusa in tutto il Brasile ed anche in altri posti del mondo.

 

Con quali sentimenti lei che è il postulatore della causa ha accolto la notizia della beatificazione del sacerdote?

Avendo seguito tutto l’iter del miracolo non è stata una sorpresa, ma di sicuro una immensa gioia ottenere questo risultato. Io conoscevo già da tempo la figura del Beato Victor, conoscevo già Três Pontas e la grande fama di santità di cui godeva e poter dare questa notizia alla diocesi di Campanha è stato un onore e una gioia infinita. Erano tantissimi anni che tutto il popolo trespontano desiderava questo momento.

Oltre al Beato Victor ci sono altri due brasiliani candidati alla canonizzazione, peraltro tutti e tre dalla stessa diocesi. Come spiegherebbe questo? Deve esserci una grande fede tra la gente di quel luogo…

Si, nella Diocesi di Campanha seguiamo tre Cause, di cui ora due Beati e una Serva di Dio il cui Processo è nella Fase Romana. La fede ha sempre il primo posto in queste occasioni e qui abbiamo un esempio concreto. Oltre a ciò la Chiesa e tutto il popolo hanno dimostrato l’esigenza di voler lavorare affinché la loro devozione, che per i due Beati perdura e aumenta da più di un secolo, potesse essere anche riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa.

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