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Santi Protomartiri francescani - Foto © p. Pietro Messa, ofm

P. Pietro Messa, ofm: Vangelo, lievito nella Chiesa

L’esempio dei protomartiri francescani e sant’Antonio di Padova

La storia è dinamica e non si ferma – neppure se qualcuno lo volesse come nel caso della Restaurazione ottocentesca – e similmente la Chiesa, visto che il Signore salva nella storia e non dalla storia. Certo vi sono situazioni e domande nuove che creano tensioni e la cui risposta non è facile da trovare.

Un momento simile si trovò a vivere Francesco d’Assisi e la fraternità minoritica che tra l’altro volle andare a predicare il Vangelo anche nelle terre dei non cristiani che in quel tempo furono innanzitutto le confinanti popolazioni mussulmane. Era in germe quello che secoli dopo sarà chiamata la missione e che avrà come emblema san Francesco Saverio.

Tra i primi francescani che si recarono tra i saraceni, e precisamente in Marocco, vanno annoverati i frati originari dell’Umbria meridionale che lo stesso frate Francesco accolse e dalla Porziuncola inviò a predicare il Vangelo. I loro nomi sono Berardo, Adiuto, Ottone, Pietro e Accursio ma nella storia sono ricordati come Protomartiri francescani essendo stati i primi frati Minori a subire il martirio.

La loro vicenda mostra tutto il fervore carismatico degli inizi ma anche le diverse sbavature dovute a un fervore carente di esperienza. Tuttavia la loro morte non fu sterile ma l’esempio impressionò il canonico agostiniano Fernando da Lisbona che vedendo i loro corpi straziati volle diventare francescano entrando nella fraternità minoritica assumendo il nome di Antonio con cui ancora oggi è venerato, soprattutto a Padova, città in cui morì e che custodisce il suo corpo. Se Gregorio IX nel 1232, ossia l’anno dopo la sua morte, lo canonizzò nel duomo di Spoleto, Pio XII ne dichiarò l’eminente dottrina unita alla santità di vita dichiarandolo doctor evangelicus.

Fu il medesimo Vangelo – lievito nascosto nella pasta della storia – che mosse i santi Protomartiri francescani a dare la vita e sant’Antonio a predicare con parole ed opere in cui le prime spiegavano il senso delle seconde mentre quest’ultime davano consistenza alla sua eloquenza.

 

Per un approfondimento cfr. https://www.assisiofm.it/protomartiri-francescani-2397-1.html

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