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Ozono negli allevamenti: “Si può fare”

Lo sostiene Paolo Garbelli, veterinario e allevatore che da anni cerca di ridurre l’uso eccessivo di antibiotici nell’industria alimentare

Il noto programma di informazione Report, in onda su Raitre, ha riportato in primo piano il problema dell’uso eccessivo di antibiotici negli allevamenti intensivi. Secondo un servizio, trasmesso nella puntata della scorsa domenica, ben il 70% degli antibiotici prodotti nel mondo sarebbe impiegato nell’industria alimentare.

Dati che confermerebbero la portata del problema, noto da tempo a medici e scienziati, dei residui di antibiotici nelle carni che mangiamo, che contribuirebbero ad aumentare la resistenza a questi medicinali nel nostro organismo.

Il tutto a pochi giorni dalla notizia, arrivata dagli Stati Uniti, di un batterio capace di sopravvivere alla somministrazione dell’antibiotico più potente attualmente prodotto. Per parlare di possibili soluzioni al problema negli allevamenti intensivi, ZENIT ha intervistato Paolo Garbelli, veterinario e allevatore da sempre preoccupato per l’eccessivo uso di antibiotici in campo medico e alimentare.

Da anni cerca di ridurne il più possibile l’utilizzo con l’obbiettivo di rendere più sana la carne e migliorare le condizioni di vita degli animali. Fra i vari strumenti adottati, c’è l’ozono.

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Negli Stati Uniti è stato individuato un batterio in grado di resistere agli antibiotici più potenti. Cosa ne pensa?

Il problema della resistenza agli antibiotici è noto da anni ma, ad oggi, pochi se ne stanno occupando seriamente. Perché? Anzitutto nelle università si è sempre data grande importanza alle strategie di cura con molecole chimiche e, allo stesso tempo, pochissima considerazione al sistema immunitario: a mio vedere è stato un errore grossolano e solo adesso se ne capisce la portata. Secondo motivo è l’abitudine dei medici nel prescrivere medicinali che si sono dimostrati a lungo efficaci e pratici nella somministrazione. Abbiamo così penalizzato e limitato il ricorso alla medicina naturale, relegandola al ruolo di cenerentola.

Dal suo punto di vista di veterinario e allevatore, come commenta l’allarme lanciato da Report?

In medicina veterinaria il problema si è svolto sulla falsa riga della medicina umana, con l’aggravante di aver abbassato la salubrità di carni, uova e latte. È una conseguenza dei troppi residui di antibiotici nei prodotti per la nostra alimentazione. Tali trattamenti possono inoltre contribuire ad aumentare la resistenza agli antibiotici nell’uomo. Non si può infine negare come l’industria farmaceutica non abbia mai disdegnato il massiccio e facile uso di medicinali chimici per la cura delle malattie infettive di animali e uomo.

Lei lavora da anni per risolvere questo problema

Sì. Dal lontano 1995 studio medicina naturale e inizialmente l’ho applicata sui bovini da latte, sui cani e sui gatti. Ho conseguito risultati impressionanti di cui vado fiero. Dal 2001 ho cominciato a utilizzarla con i suini da allevamento. Ad oggi ho abbassato di oltre il 90% l’uso degli antibatterici chimici e ho eliminato i disinfettanti. Come? Uso l’ozono nei capannoni dove vivono gli animali, nell’acqua che bevono e nel loro mangime.

Quali sono gli effetti positivi dell’ozono?

Abbassa la carica microbica nell’aria che respirano gli animali, nell’acqua che bevono e nel cibo che mangiano. Migliora la loro flora batterica intestinale e aumenta le difese immunitarie. A ciò aggiungo dei pro/prebiotici, nei suinetti fino a 100 kg, e alcuni fitoterapici. Come terapia individuale, nel caso i soggetti si ammalassero, somministro farmaci omotossicologici intramuscolo. I risultati sono molto incoraggianti: si spende meno rispetto ai medicinali chimici e non si hanno residui nelle carni prodotte.

Si sentirebbe quindi di consigliare l’uso dell’ozono e di queste altre pratiche mediche agli altri allevatori, al Ministero della Salute e a quello delle Politiche agricole e alimentari?

Certamente. Si può fare e se ci sono riuscito io possono farlo anche gli altri. Invito medici veterinari, allevatori, associazioni e ministeri competenti a darsi una mossa. Non si tratta di alchimia ma di scienza. L’ora dell’ostracismo è passata e se si vuole cambiare lo si può fare facilmente senza grossi problemi. Resto disponibile al confronto e chiunque può avvalersi del mio aiuto o consiglio qualora lo ritenga utile.

La vicenda umana e professionale di Paolo Garbelli è raccontata nel libro “Ozono, respiro di vita”, edito da If Press.

La prossima presentazione del libro “Ozono respiro di Vita” si svolgerà il 7 giugno alle ore 10,00, presso l’IRCCS San Giovanni di Dio, FBF via Pilastroni 4 di Brescia.

Alla presentazione di Brescia saranno presenti il prof. Marianno Franzini, Presidente della SIOOT, il dott. Antonio Galoforo, il prof. Umberto Tirelli Direttore
Dipartimento di Oncologia Medica, Istituto Nazionale Tumori di Aviano (Pordenone) il medico chirurgo del Fatebenefratelli Fra Fiorenzo Priuli, il veterinario allevatore Paolo Garbelli e fra Fra Luca Beato, Sac. dei F.B.F. presidente dell’Uta onlus (Associazione benefica Uniti per Tanguieta e Afagnan (U.t.a.).
La presentazione sarà moderata dal giornalista Giorgio dott. Costa.

 

Per ogni informazione sul libro “Ozono, respiro di vita”:

http://www.ibs.it/code/9788867880799//ozono-respiro-vita.html

info@if-press.com,  telefono e fax: 06 64492897

 

Per ogni informazione sulla conferenza di presentazione a Brescia urp.irccs@fatebenefratelli.eu

tel. 030 35011  fax 030 348255

 

 

 

About Alessandro de Vecchi

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