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“Onesti davanti a Dio e ai fratelli, senza nascondere la realtà!”

La Lettera del vescovo Lorenzo Leuzzi agli studenti universitari di Roma per il mese di ottobre, ricordando Papa Paolo VI prossimamente Beato

Cari studenti universitari,

eccomi a voi all’inizio del nuovo anno accademico, con unparticolare saluto alle matricole che per la prima volta varcheranno le soglie delle Aule universitarie della grande comunità accademica romana. L’anno che inizia è segnato da un evento di grande rilevanza: la Beatificazione di papa Paolo VI, studente della Facoltà di Lettere dal1920 al 1923 dell’Università di Roma (in quel tempo non si chiamava ancora “La Sapienza”). La maggioranza di voi non lo ha conosciuto; forse ne ha sentito parlare perché è stato il primo assistente diocesanodegli universitari di Roma (FUCI) e, naturalmente, perché ha guidato la Chiesa universale dal 1963 al 1978.

E’ il primo Beato della Sapienza Università di Roma! E’ stato il primo Papa che ho incontrato nella mia vita, quando venni a Roma per l’incontro dei vincitori del concorso Veritas nel lontano 1972 e mi ha accompagnato nel cammino giovanile fino alle soglie della laurea. Vorrei rivelarvi una grande confidenza.  Nei momenti più difficili e problematici della mia vita ho portato alla mia memoria un passaggio della preghiera di Papa Paolo VI nella Basilica di S. Giovanni in Laterano. Ha pregato così: “Tu non hai  esaudito la nostra supplica per la incolumità di Aldo Moro, di questo  uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico”. Era il 13 Maggio del
1978. “Tu non hai esaudito la nostra supplica”. E’ la preghiera  dell’uomo onesto che «prende atto». Dio non ti ha esaudito, non mi ha esaudito.

Cari amici, quanto è difficile «prendere atto» della realtà. La puoi trasformare, puoi lottare con tutte le forze, ma arriva il momento che devi «prendere atto»! Chi non ha il coraggio di «prendere atto» rischia di cadere nella disonestà intellettuale. Quando il Signore non ti ascolta cosa fai, te ne vai? Forse lo cercavi per altri interessi e non per stare con Lui. Quando penso alla corsa sempre più crescente verso gli dei più redditizi, mi rendo conto del perché Papa Paolo VI ha vissuto momenti di profonda solitudine. Lui fermo e stabile nella certezza della fedeltà
del suo Signore! Non c’è vero amore se non si ha il coraggio di «prendere atto»,  di andare oltre ciò che si desidera, di liberarsi da ogni condizionamento.

Quanta disonesta intellettuale c’è nel nostro mondo, quante ricerche sviluppate per interessi di questo o di quel gruppo, senza mai interrogarsi: a cosa serve? Chi di noi, di fronte al fallimento di un progetto, non griderebbe a Dio per la sua ingiustizia nascondendoGli le nostre finalità, le nostre ambizioni? L’intellettuale onesto non fa così! Di fronte al fallimento si ferma e «prende atto»! E’ l’onestà che ti fa fermare e non disperare; che ti aiuta a capire che la realtà non si esaurisce in ciò che tu vedi; che ti fa volare in alto. Quando hai qualcosa da nascondere non sei più onesto. Papa Paolo VI non aveva nulla da nascondere al suo Signore,tanto grande era la sua confidenza. 

Ma noi non sempre siamo confidenti: siamo corruttori, cioè mascheriamo e siamo mascherati dai nostri desideri e non molliamo la presa finché non abbiamo sottomesso l’altro a noi, fino a negare la realtà. Quanta poca confidenza c’è oggi persino tra i coniugi! Come non ricordare le parole di Gesù: “non chi dice Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio”.

Cari amici, iniziamo il nuovo anno portando nel cuore l’invocazione di papa Paolo VI: “Tu, Signore, non hai esaudito la mia preghiera!” Farai l’esperienza più bella della vita: l’incontro tra la tua onestà e quella di Dio. Onesti davanti a Dio e davanti ai fratelli, senza aver bisogno di nascondere la realtà. Il Dio di Gesù Cristo è un Dio onesto! Ridimensioniamo la lunga lista di richieste: diamo più spazio alla confidenza, all’onestà. Non essere un battezzato interessato, ma un battezzato innamorato. Sì, perché senza onesta non c’è amore.

Vi auguro di cuore di essere intellettuali onesti.

Vostro

+ Lorenzo, vescovo

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