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Olimpia Tarzia: “Perchè la sinistra è contro i poveri?”

Alla Regione Lazio, denuncia la sinistra che boccia il buono-scuola e impedisce la libertà di scelta alle famiglie povere

“Considero la bocciatura odierna in Aula, da parte della maggioranza di centrosinistra della proposta di legge ‘Interventi per garantire la libertà di scelta educativa della famiglia’, da me presentata nel lontano aprile 2013 e sottoscritta da tutto il centrodestra, l’ennesimo insulto nei confronti delle famiglie più povere della nostra regione”. Lo afferma Olimpia Tarzia, vicepresidente della Commissione cultura e presidente del gruppo Lista Storace del consiglio regionale del Lazio.

“Un rifiuto secco del testo di legge, senza nemmeno presentare emendamenti, atteggiamento già esibito precedentemente nella gestione pasticciata in commissione cultura. La bocciatura della legge ha messo in evidenza una maggioranza dominata dall’ala più laicista e ideologizzata. Il Pd ha troncato qualsiasi tipo di mediazione, sono stati bocciati perfino due nostri emendamenti  che estendevano il cosiddetto ‘buono scuola’ anche alle statali e introducevano il riferimento, oltre che al quoziente familiare, anche al reddito, sconfessando, in questo modo, quanto dichiarato dal presidente della commissione cultura Carrara e cioè che la maggioranza condivideva il tema e che nelle prossime settimane avrebbe presentato un proprio testo in merito: bastava approvare quei due emendamenti, che avrebbero potuto presentare loro.

Un’ipocrisia senza limiti quella di affermare che la maggioranza presenterà a breve un suo testo: col referendum alle porte, la finanziaria regionale che incombe e la legislatura che si avvia alla sua conclusione tra un anno e mezzo. Dispiace, prima di tutto per le centinaia di migliaia di famiglie che si sono viste usurpare il loro sacrosanto diritto di scegliere quale educazione dare ai propri figli e che non potranno esercitarlo perché povere o numerose e per le tante associazioni audite in commissione, il cui parere (per l’80 % favorevole al testo di legge) è stato considerato carta straccia dalla maggioranza.

Dispiace, perché anche coloro che, nella maggioranza, per provenienza culturale, erano favorevoli, non hanno alzato la voce per farsi ascoltare. Dispiace, infine, che i numerosissimi appelli di famiglie, associazioni, istituti scolastici che so essere arrivati al presidente Nicola Zingaretti affinché sostenesse la legge, abbiano trovato un muro di gomma insensibile e impenetrabile.

Una bocciatura, quindi, del tutto ideologica e non certo di natura economica, poiché, gli 800 mila euro che tramite un mio emendamento nell’ultimo bilancio erano stati destinati alle politiche familiari, alle famiglie non sono mai arrivati. La copertura per finanziare la legge, dunque, c’era, è mancata la volontà, tanto è vero che anche l’assessore Sartore, in commissione bilancio, ha rimandato la decisione all’Aula, confermando la veridicità di quanto avevo evidenziato. Il secco ‘no’ della maggioranza, con l’aiuto del voto dei Cinque Stelle, contrari per principio – ha concluso Tarzia – oltre che rappresentare un gesto in barba a quanto previsto sulla libertà educativa dallo Statuto regionale, dalla Costituzione, dal Parlamento europeo e dalle leggi nazionali, è fondamentalmente uno schiaffo alle famiglie più bisognose”.

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