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Foto: Yenny Muñoa/Min Exteriores Cuba

Obama: “Il futuro di Cuba non dipenderà dagli Stati Uniti, né da nessun altro paese”

Durante la conferenza stampa congiunta a l’Avana, Raul Castro definisce le misure americane “positive ma non sufficienti”

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il presidente di Cuba, Raul Castro, ha tenuto ieri sera una conferenza stampa congiunta di più di due ore, nel Palazzo della Rivoluzione.

Un evento storico che accade nel secondo giorno del viaggio di Obama, accompagnato dalla sua famiglia, nell’isola caraibica. Si tratta del terzo incontro tra i due leader dal momento dell’avvio, nel dicembre 2014, del processo di normalizzazione dei rapporti diplomatici, interrotti dal 1961. Tale processo è iniziato con un intervento televisivo da parte dei due leader, che, per l’occasione, ringraziavano la mediazione del Vaticano.

Il secondo giorno della visita ufficiale del Presidente americano a Cuba ha avuto inizio con un omaggio floreale al Monumento a José Martì in Piazza della Rivoluzione, subito dopo l’ascolto degli inni dei due Paesi.

Barack Obama è stato ricevuto al Palazzo della Rivoluzione dal presidente cubano Raul Castro, dove hanno tenuto una conferenza stampa di più di due ore, in cui il presidente degli Stati Uniti ha assicurato a tutti che “il destino di Cuba non sarà deciso dagli Stati Uniti né da nessun’altra nazione”.

In merito all’embargo, Obama ha spiegato che si concluderà a seconda di come Cuba risponderà alle preoccupazioni di Washington sui diritti umani. Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti ha riconosciuto che il blocco non è stato utile né agli interessi degli Stati Uniti, né a quelli del popolo cubano.

Da parte sua, il presidente cubano Raul Castro ha affermato che, nei 15 mesi trascorsi dal momento dell’annuncio della ripresa delle relazioni, sono stati ottenuti dei risultati concreti. Al tempo stesso, si è compiaciuto di poter dare il benvenuto ad Obama, ad 88 anni di distanza dall’ultimo viaggio di un presidente americano a Cuba, ha spiegato al quotidiano Granma.

In merito alla conferenza stampa, l’organo ufficiale del Partito Comunista cubano ha precisato: “Per quanto riguarda le misure adottate dal presidente Barack Obama durante il suo mandato, Raul Castro ha detto che queste ultime sono positive ma non sufficienti, e che potrebbero esserne applicate altre per dare un contributo importante alla revoca dell’embargo. Lo smantellamento del blocco è essenziale perché è ancora in vigore e ha effetti devastanti di portata extraterritoriale, ha aggiunto”.

La conferenza stampa ha vissuto un momento di tensione quando un giornalista della CNN ha chiesto conto a Raúl Castro dei dissidenti in carcere, allorché il presidente ha risposto: “Dammi la lista dei prigionieri politici da rilasciare, fammi i loro nomi adesso…”.

A tale domanda, non è mancata una risposta via internet, da parte degli oppositori della Fundación Nacional Cubano Americana, che ha menzionato una lista di “47 casi accertati di prigionieri politici”.

Oggi Obama si incontra con un gruppo di oppositori nella sede dell’ambasciata degli Stati Uniti.

Sulla sua pagina Facebook, Obama ha detto che è venuto a L’Avana “per tendere amichevolmente la mano al popolo cubano”. Il presidente ha poi aggiunto: “Sono qui per seppellire le ultime vestigia della guerra fredda in America, per costruire una nuova era di comprensione reciproca e per contribuire a migliorare la vita dei cubani”. In un’altra foto pubblicata sul social network, afferma: “Sono fiducioso che, collaborando con il popolo cubano, i nostri due paesi possano iniziare insieme un nuovo viaggio, che genererà progresso per i nostri due popoli”.

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