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Nozze gay: anche la diocesi di Reggio Emilia si oppone

Il portavoce del vescovo, monsignor Massimo Camisasca, commenta negativamente la proposta di istituire un registro comunale dei matrimoni contratti all’estero

Dopo Bologna, un’altra diocesi emiliana si è opposta al registro delle unioni omosessuali. È avvenuto a Reggio Emilia, dove il prossimo settembre si discuterà in Consiglio Comunale la mozione di Sinistra e Libertà che propone la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero.

“Si vuole andare verso il riconoscimento di qualunque legame come fosse un legame familiare”, ha dichiarato Edoardo Tincani, portavoce del vescovo di Reggio Emilia, monsignor Massimo Camisasca.

Sulla scia dell’editoriale del settimanale diocesano Bologna Sette, in cui si prendeva le distanze dall’analogo provvedimento del sindaco di Bologna, Virginio Merola, anche la diocesi reggiana ha sottolineato come le conseguenze giuridiche dell’istituzione di un registro siano pressoché nulle ma la novità abbia una valenza simbolica molto forte.

“Quello che sta a cuore a noi e a tante persone anche non credenti nella nostra società è di riaffermare la famiglia, cioè l’unione tra l’uomo e la donna, non come un istituto del passato, ma come un legame fondamentale per la società di oggi, che non lede i diritti di nessuno, ma che costituisce un luogo centrale di educazione per i figli e di formazione di rapporti umani per il bene di tutti”, ha spiegato ancora Tincani.

“Conosciamo le difficoltà che la vita familiare presenta e anche i casi di fallimento e anche le negatività presenti in talune situazioni familiari ma tutto questo non ci fa disconoscere il valore della famiglia, che anche la nostra stessa Costituzione ha riaffermato”, ha poi concluso il portavoce della diocesi di Reggio Emilia.

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