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“Non vediamo l’ora!”. La scuola ‘Nostra Signora, Regina degli Angeli’ freme per l’arrivo del Papa

Grande entusiasmo nella scuola cattolica di Harlem che accoglie figli di immigrati, che il Pontefice visiterà nel pomeriggio. Creati per l’occasione santini, rosari e un ‘boquet’ di preghiere e intenzioni di carità

Non vedono l’ora di incontrare il Papa i sei bambini della scuola ‘Nostra Signora, Regina degli Angeli’, a East Harlem, dove Francesco si recherà oggi pomeriggio dopo il discorso all’assemblea generale delle Nazioni Unite e il momento interreligioso a Ground Zero. ZENIT ha anticipato la tappa del Santo Padre, visitando ieri la scuola, in fermento per gli ultimi preparativi. La preside Joanne Walsh ha condiviso infatti con noi l'”ansia” per il momento che si avvicina sempre di più, ribadendo tuttavia l’entusiasmo degli studenti, dei docenti e dell’intera comunità scolastica per l’arrivo di Bergoglio. 

In particolare, saranno sei i bambini di terza e quarta elementare che accoglieranno il Successore di Pietro. Gli stessi che alla nostra agenzia hanno dichiarato tutto il loro “amore” per Francesco. “Perché?”. “Perché lui è così umile”, rispondono, “lui ama tutti” e “aiuta sempre i poveri”. “Con quali sentimenti state vivendo questo momento speciale così vicino al Papa?”, gli domandiamo. I piccoli alunni rivelano con candore: “Non sto più nella pelle”; “stanotte ero troppo eccitato per dormire”. Invece il più piccolo di loro confessa: “No, io invece ho dormito”.

La preside ha quindi chiesto ai ragazzi di raccontarci per cosa chiederanno al Santo Padre di pregare. Ognuno ha risposto con una personale intenzione: “Per tutti”, dice un bambino; “per la terra”, risponde un altro, e a seguire: “per i poveri e gli ammalati”, “per mia mamma”, “per i miei nonni”.

Durante la visita di oggi pomeriggio, al Papa verrà poi presentato un “bouquet spirituale”, ovvero un mazzo di carte in cui ogni studente ha messo nero su bianco la promessa di un’opera di carità o gentilezza che compierà per la propria comunità di appartenenza. Insieme ad esso anche una raccolta di preghiere, accompagnate dalle fotografie degli alunni dell’Istituto e alcune “opere d’arte” raccolte in un libro con copertina rigida.

Il Pontefice benedirà, inoltre, i rosari e i santini creati appositamente dagli studenti per commemorare questo importante viaggio negli Stati Uniti. I rosari comprendono una copia della croce pettorale indossata da Francesco e saranno poi incorniciati ed esposti in tutte le scuole dell’arcidiocesi.

ZENIT ha incontrato anche il dottor Timothy McNiff, sovrintendente delle scuole cattoliche di New York, il quale ha espresso tutta la sua gioia perché il Papa “ha rubato del tempo al suo itinerario per visitare la nostra scuola interna nella città”. Una “ottima scuola cattolica”, ha affermato. “Ciò che il Papa troverà” in essa, ha aggiunto, “sono bambini al di sotto della soglia di povertà… bambini immigrati, che però sono felici e stanno procedendo meravigliosamente nei loro studi e nello sviluppo spirituale”.

Inizialmente, ha raccontato McNiff, “avevamo tentato di creare una sorta di ‘sceneggiatura’ per stabilire tutte le cose che questi piccoli di terza e quarta elementare avrebbero detto al Papa. Ma poi abbiamo pensato: ‘Basta, siamo fuori strada!’. La loro spontaneità sarà l’elemento migliore di tutta la conversazione con il Pontefice”. E questa genuinità già si è notata nelle risposte che i piccoli hanno dato al sovrintendente che chiedeva loro che cosa diranno al Santo Padre: “Uno mi ha detto: ‘Voglio chiedergli come si può fare tutto il suo lavoro con un polmone solo’. Un altro: ‘Incontrando Lei, diventerò l’eroe nel mio quartiere'”.

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