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Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio / XVIII domenica del T.O.

Lettura

Le letture di oggi ci fanno intravedere la dimensione celeste, ci inducono a interrogarci, a riflettere su quel “luogo”verso cui il cuore di ogni cristiano tende. La vanità e l’effimero sono il grande male del mondo perché allontanano dalla logica del Vangelo e dal desiderio dell’eterno che il Dio-amore propone. È la logica del Cristo Risorto che deve illuminarci.

Meditazione

Il Vangelo di Luca sembra quasi che descriva Gesù come uno di quelli capaci di dirimere contese e questioni familiari delicate; ma, come sempre accade, con la Parola di Dio non può mai essere solo e semplicemente così. Infatti, la frase centrale che Gesù dice raccontando la parabola – “la vita non dipende da ciò che si possiede” – rappresenta la “svolta”, il cuore di tutta la nostra riflessione: la nostra vita! Difatti, cos’è che conta veramente nella vita? Nonostante si predichi un distacco dalle cose materiali, molti sono i cuori che rimangono ancorati a ciò che è futile, come fosse la loro ideale realizzazione della felicità e della serenità. Ma nella nostra vita quali sono le vere ricchezze che contano? Quali sono i valori su cui basiamo e fondiamo le nostre scelte e la nostra serenità? Nella nostra vita cos’è che vale più degli affetti, dei valori del Vangelo, della giustizia, della pace, dell’amore e del perdono? Non si tratta di un’esagerazione, ma spesso il confine, soprattutto nel tempo della liquidità, tra la necessità di garantirsi un futuro e l’annebbiamento del cuore per il desiderio di ciò che è materiale, è molto sottile. Il Vangelo di Luca, attraverso le parole di Gesù, ci pone invece, al centro di tutto la questione relativa alla vita, quella buona e vera. La vita non può essere vissuta solo nell’oggi effimero, ma deve aprirsi all’eternità, che solo chi crede e spera in Dio può intravedere. Allora, non si tratta solo di vivere una vita in spirito di sobrietà, ma si tratta, a maggior ragione, di viverla nella prospettiva di quell’“oltre” che i grandi santi chiamavano desiderio di Paradiso. Potremmo quasi chiederci: viviamo desiderando il Paradiso, o siamo solo come dei semplici consumatori di beni materiali?

Preghiera

Signore Gesù, aiutami a vivere prendendomi cura della mia vita non per quello che ho, ma per la capacità che ho di lasciarmi plasmare da te. Aumenta in me il desiderio del Paradiso. Concedimi un cuore che sia capace di vivere mosso non solo da opportunismo religioso, concedimi un cuore capace di scoprire l’essenzialità di una vita fondata su di Te, sul tuo amore e sulla tua presenza.

Agire

In questa giornata provo a vivere tutto in una prospettiva nuova: il Paradiso!

Meditazione del giorno a cura dimons. Domenico Cornacchia, vescovo di Lucera-Troia, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ARTPer abbonamenti: 
info@edizioniart.it

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