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“Non è mai accettabile usare la religione per giustificare terrorismo e violenze”

Concluso oggi a Roma il seminario del Forum cattolico-musulmano “Lavorare insieme per servire gli altri”. Ieri l’incontro dei partecipanti con il Santo Padre

Ieri mattina, prima di recarsi in piazza San Pietro per l’Udienza generale, Papa Francesco ha inontrato, in una sala dell’Aula Paolo VI, una delegazione del Forum cattolico-musulmano partecipante all’incontro sul tema «Lavorare insieme per servire gli altri», concluso oggi a Roma.

Erano presenti il presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso Jean-Louis Tauran, insieme al segretario, padre Miguel Angel Ayuso Guixot, al sottosegretario don Indunil Kodithuwakku Kankanamalage, e al capo ufficio per l’islam, monsignor Khaled Akasheh. Presente anche l’arcivescovo di Tunis, monsignor Ilario Antoniazzi.

Durante il seminario, Tauran ha rappresentato la delegazione cattolica, mentre quella musulmana era guidata dalprof. Seyyed Hossein Nasr della George Washington University. I lavori si sono conclusi con la redazione di una Dichiarazione comune, nella quale i partecipanti ribadiscono che “non è mai accettabile usare la religione per giustificare terrorismo, persecuzioni, violenze contro innocenti, profanazione di luoghi sacri o distruzione del patrimonio culturale”.

“L’educazione dei giovani, sia in famiglia che a scuola, nell’università, in chiesa o in moschea – si legge nel documento – è della massima importanza per la promozione di una identità a tutto tondo che insegni il rispetto per gli altri. A tal fine, programmi scolastici e libri di testo dovrebbero rappresentare un’immagine oggettiva e rispettosa degli altri”.

I partecipanti hanno affermato, inoltre, “l’importanza della cultura del dialogo interreligioso per approfondire la comprensione reciproca. Questo è necessario per superare pregiudizi, distorsioni, sospetti e generalizzazioni inappropriate” che danneggiano la pacifica convivenza. La Dichiarazione incoraggia, infine, cristiani e musulmani “a moltiplicare le opportunità di incontro e cooperazione su progetti congiunti per il bene comune”.

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