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“No alle adozioni individuali o di coppie conviventi”

La Manif Pour Tous Italia si oppone al ddl della senatrice Puglisi

“Immaginare di far adottare minori a singoli individui o a coppie non sposate se non nei gravi ed eccezionali casi già normati significa abbandonare la prospettiva del miglior interesse del bambino che deve permeare ogni decisione che ricada su questi soggetti deboli”.

Lo ha dichiarato Filippo Savarese, portavoce della Manif Pour Tous Italia, in merito all’emendamento presentato dalla senatrice Puglisi (PD) al disegno di legge di cui è prima firmataria che permette a chi ha in affidamento minori di poterli poi anche adottare, sviluppo oggi vietato dal Codice Civile.

“La ratio generale della legge è ottima – continua Savarese – ma l’affidamento e l’adozione sono istituti differenti che rispondono a diversissime esigenze personali e sociali del minore, ed è per questo che all’affidamento temporaneo possono accedere anche singoli individui o coppie conviventi mentre l’adozione permanente è consentita solo da parte di coppie sposate, in cui il bambino ritrova la migliore dimensione familiare possibile”.

“Quindi va benissimo costruire un ponte tra affido e adozione – afferma ancora il portavoce – ma che possa essere attraversato solo da chi secondo le scienze sociali garantisce nel lungo periodo il miglior interesse del bambino: un uomo e una donna che siano un nuovo papà e una nuova mamma uniti in una relazione affettiva stabile, duratura e soprattutto socialmente responsabilizzata con l’impegno pubblico del matrimonio”.

La Manif Pour Tous Italia individua inoltre nell’apertura dell’adozione di minori a tutti i soggetti attualmente ammessi all’affidamento un “pericolosissimo passo” verso l’adozione a coppie di persone dello stesso sesso, già affidatarie di minori per l’interventismo giurisprudenziale di alcuni Tribunali italiani.

“Rispettare il diritto dei bambini orfani o in stato di abbandono di crescere con un uomo e una donna che siano per loro il papà e la mamma che hanno perduto è un vincolo etico e giuridico assoluto per la società, che non ha alcun diritto di sperimentare con i bambini alchimie familiari che non sono nel loro maggior interesse ma anzi li penalizzano menomando le loro opportunità di pieno sviluppo”, conclude poi Savarese.

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