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Niger: Caritas Maradi interviene in aiuto di 2.400 vittime di Boko Haram

Lanciato un programma per 464 conducenti di moto-taxi rimasti disoccupati e distribuiti cibo e denaro a 200 famiglie sfollate

La Caritas della diocesi di Maradi, in Niger, ha lanciato un programma di aiuto per 464 conducenti di moto-taxi e 200 famiglie sfollate, colpite dalle azioni di Boko Haram in quest’area del Paese. Maradi si trova a 540 km dalla capitale Niamey, nel sud del Niger, al confine con la Nigeria, da dove i militanti di Boko Haram conducono raid e azioni di guerriglia in territorio nigerino.

Come spiega la Radio Vaticana, per contrastare le azioni della setta islamista, a febbraio le autorità di Niamey hanno imposto lo stato d’emergenza nella regione di Diffa, rientrante nel territorio della diocesi. A farne le spese sono stati soprattutto i conducenti di moto-taxi, popolare mezzo di trasporto, ai quali è stato vietato di circolare. Centinaia di giovani si sono così trovati all’improvviso disoccupati. In loro aiuto è intervenuta la Caritas locale, che a maggio ha elargito 40.000 franchi Cfa a 464 conducenti disoccupati, dei quali beneficeranno indirettamente circa mille persone, ovvero i loro congiunti. A fine giugno verrà donata la stessa somma. 

La Caritas ha poi donato razioni alimentari a 200 famiglie di sfollati, per un totale di circa 1.400 persone. A giugno queste famiglie oltre all’aiuto alimentare riceveranno anche una somma di 35.000 franchi Cfa per sopperire alle loro esigenze più urgenti. In totale 2.400 vittime di Boko Haram ricevono aiuti alimentari e/o in denaro da parte della Caritas. In totale tra maggio e giugno, l’impegno della Caritas per le persone colpite da Boko Haram nella regione di Diffa, sarà di 100.000 euro. La Caritas locale è aiutata da Caritas Germania e dal Catholic Relief Services.  

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