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“Nelle parole di Papa Francesco storia e futuro degli Scout d’Europa”

Di ritorno da Cracovia, i commenti di Nicoletta Orzes, presidente dell’Unione Internazionale delle Guide e Scouts d’Europa

Presenti in 1500 alla Giornata Mondiale della Gioventù, da 20 nazioni diverse (400 solo dall’Italia), i gruppi Rover e Scolte dell’Unione Internazionale delle Guide e Scouts d’Europa – Federazione dello Scautismo Europeo (Uisge-Fse) hanno vissuto il loro evento a Cracovia a servizio degli altri coetanei. Scarponi ai piedi, come ormai da 60 anni, i giovani – dai 16 ai 21 anni – hanno infatti lavorato per “costruire ponti”, secondo le indicazioni del Papa.

“Nelle parole di Papa Francesco alla Gmg c’è tutta la storia e il futuro degli Scout d’Europa” sottolinea la presidente Uisge, Nicoletta Orzes, “parole che centrano profondamente la nostra identità e provocano il nostro futuro”.

Nel cuore di un’ Europa da poco uscita dalla seconda guerra mondiale nasce infatti nel 1956 la Federazione delle Guide e Scout d’Europa, grazie al sogno di alcuni giovani Capi tedeschi e francesi. “Era la festività di Tutti i Santi e a Colonia; testimoni e vittime della guerra e della divisione dell’Europa, coscienti che la pace potesse ancora essere in pericolo e desiderosi di costruire fraternità e ponti tra giovani di diversi paesi, si impegnano in prima persona”.

Oggi la Federazione riunisce 60.000 ragazze e ragazzi ed è presente in 20 nazioni europee, in Canada e con alcuni gruppi anche negli Stati Uniti. Creare una vera comunità di vita cristiana tra i giovani dei diversi paesi d’Europa, formando l’uomo di fede, nel primato alla vocazione di ogni cristiano alla santità, l’obiettivo.

“I ragazzi e le ragazze delle nostre associazioni saranno tra coloro che con le loro scelte costruiranno l’Europa e il mondo di domani” sottolinea Orzes, “fondato sulla pace, al di là dello stile di vita individualistico, della recessione economica, della paura di perdere privilegi e identità”.

“Papa Francesco – prosegue – chiede ai nostri giovani di indossare gli scarponi per vivere fino in fondo l’avventura della propria vita, senza rinunciare ai propri sogni, dando il meglio di sé da protagonisti della storia. Sono parole che sentiamo tanto vicine, calate intimamente della nostra spiritualità”.

Per questo, conclude la presidente di Uisge, “accogliamo la provocazione forte a moltiplicare il nostro impegno, nel concreto lavorando ad un potenziamento dei gemellaggi tra le diverse unità di adolescenti e giovani dei diversi paesi, insieme all’organizzazione dei grandi eventi a livello europeo, come l’ultimo Eurojamboree del 2014 in Normandia, che ha riunito nella fraternità 12 mila ragazzi dal Portogallo alla Russia, Ucraina compresa. Solo così continueremo a guardare il futuro con speranza come ci esorta Papa Francesco, servendo l’altro, che sia uno o molti”.

 

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