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Natuzza Evolo

Natuzza Evolo nel “Nuovo Dizionario di Mistica” della LEV

Nel volume edito dalla Libreria Editrice Vaticana inserita la voce sulla mistica di Paravati, a cura di Luigi Renzo

Nel Nuovo Dizionario di Mistica (2016) curato per la LEV da Luigi Borrello, Edmondo Caruana, Maria Rosaria Del Genio e Raffaele Di Muro è presente anche una voce su Natuzza (Fortunata) Evolo. Lo stesso raccoglie più di 800 voci alle quali hanno collaborato 257 studiosi.

L’opera cerca di chiarire termini e contenuti della mistica, nel senso più ampio del termine, come esperienza fondamentale delle religioni. Le voci, ovviamente, non possono andare oltre ciò che promettono e cioè una prima informazione, anche se molto dettagliata e precisa.

Lo stesso è, ancora, “nuovo” rispetto all’edizione pubblicata negli anni novanta. Una delle novità, come già anticipato, è la voce su Natuzza Evolo, curata da Luigi Renzo.

Nella stessa si può leggere una ricostruzione storica che mette in evidenza i momenti più salienti. Come la Prima Comunione all’età di 8 anni e la comparsa dei primissimi sintomi dei fenomeni di perdite di sangue, che la accompagneranno durante tutta vita.

Il momento della Cresima, nel 1940, allorquando la Evolo avverte qualcosa alla schiena. Si accorsero dopo che si trattava di una macchia di sangue a forma di croce sulla camicetta, all’altezza della spalla sinistra. Fenomeni che continuarono a ripetersi, tanto da spingere il vescovo di Mileto, preoccupato, a sottoporre la giovane Natuzza ad una visita specialistica presso l’ospedale psichiatrico di Reggio Calabria.

Dopo le visite gli fu consigliato il matrimonio come possibile soluzione allo stato di salute psichica. Natuzza accettò il matrimonio, che avvenne nel 1943, nonostante in cuor suo stesse maturando l’idea di farsi suora o monaca. È riportata anche la visione della Madonna, che gli ha annunciato la costruzione, in paese, di un complesso intitolato al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime (lo stesso è ancora in costruzione).

A partire dal 1955, in periodo quaresimale, avverte in modo sempre più vistoso i segni delle stimmate (che andavano poi scomparendo, senza bisogno di alcuna medicazione, dal giorno di Pasqua). L’autore evidenzia, in particolare, che i dolori e le sofferenze diventavano intensi tra il mezzogiorno e le tre del pomeriggio del venerdì santo. La voce del dizionario mette in risalto, ovviamente, l’esperienza mistica e l’itinerario spirituale di Natuzza.

Da notare che la Evolo fu sempre obbediente alla Chiesa e innamorata di Dio, a cui si affidò totalmente fino ad accettare, anzi a “chiedere”, la sofferenza ed il coinvolgimento anche fisico con la passione di Cristo. La semplicità di questa donna è disarmante, confonde il razionalista, per quest’ultimo Natuzza resta incomprensibile.

Donna di fede, donna di obbedienza alla Chiesa, donna crocifissa – com’è stata definita – Natuzza fu soprattutto donna di preghiera che viveva in continua unione con Gesù martire e crocifisso. Aveva un livello d’istruzione scolastico molto limitato, dovendo badare la casa fin da bambina, a causa dell’assenza del padre che lasciò la famiglia per emigrare e non tornare mai più.

La madre, Maria Angela Valente, dovette supplire tale mancanza accontentandosi dei lavori più umili per sfamare la famiglia, mentre Natuzza accudiva i fratellini. Divenuta “mamma”, tenera e previdente, Natuzza continuava a sollecitare tutti con una grande attenzione soprattutto ai giovani e alla famiglia.

Fu sempre pronta ai doveri che gli competevano come madre. Riusciva a non far mancare niente al marito, alla casa ed ai figli, nonostante riceveva nella propria abitazione una moltitudine di persone, bisognose di conforto e preghiera. Anche per questo, a Paravati, è per tutti “Mamma Natuzza”. La sua grande testimonianza dimostra come per entrare in intimità con Dio, per vivere la comunione con Gesù, non occorre grande sapienza e intelligenza, ma occorre essere piccoli, farsi piccoli, poveri di spirito.

È necessaria quell’infanzia spirituale, caratteristica di Santa Teresina del Bambino Gesù. Natuzza si autodefiniva un “verme di terra”. Il suo “si” totale e generoso verso Cristo crocifisso è una testimonianza disarmante. Ha accettato di condividere la passione di Cristo.

Per sua volontà nacquero nel 1994 i “Cenacoli di preghiera” (oggi diffusi in tutto il mondo) approvati cinque anni dopo dal vescovo di Mileto. Indicò anche la costruzione di una casa di accoglienza per anziani sempre a Paravati, dove la stessa visse gli ultimi anni della sua vita. Natuzza raggiunse i cieli il giorno di Ognissanti del 2009. Oggi è in corso la causa di beatificazione.

 

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