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Sukau Sabah Malaysia Islam Cemetery

Sukau Sabah Malaysia Islam Cemetery - Wikimedia Commons

Musulmani in chiese e cattedrali per ripudiare il terrorismo

Successo per l’iniziativa lanciata da Rouen, dopo l’assassinio di padre Hamel. A Bari l’imam legge il Corano prima della messa

L’iniziativa è partita da Rouen, a seguito del tragico assassinio in chiesa di padre Jacques Hamel ma è soprattutto in Italia che l’iniziativa sembra aver riscosso il successo più evidente.

Sono numerose le diocesi italiane, dove le parrocchie hanno aperto le porte ai membri delle comunità musulmane, giunte in segno di solidarietà per il tragico attacco subito.

A partire da Milano, dove la convivenza catto-islamica è ormai di vecchia data: i rappresentanti della comunità islamica di via Padova, sono stati accolti dall’applauso dei fedeli nella parrocchia di Santa Maria al Caravaggio. Tre gli imam presenti, uno dei quali ha dichiarato: “Non sono le religioni a scontrarsi”.

Nella cattedrale di Bari, la diocesi ha risposto all’appello dell’Istituto di Alti Studi Islamici, invitando Sharif Lorenzini, presidente nazionale e vicepresidente pugliese della Cidi, la Comunità islamica d’Italia.

Prima della messa delle 11, l’imam ha letto in Corano in cattedrale, sia in arabo che in italiano e ha proclamato: “Siamo tutti uguali, non importa il colore della pelle o il luogo dove siamo nati”. Ed ha aggiunto: “Nessuna fede fomenta l’odio e provoca la morte. L’Islam condanna il terrorismo: il suo nome deriva da Salam, pace, e chi dice il contrario sta soltanto strumentalizzando”.

“Abbiamo deciso di essere a messa a Bari per dare un segno concreto di solidarietà – ha spiegato l’imam Lorenzini -. Stiamo soffrendo anche noi per tutto quello che accade ogni giorno. Vogliamo dare un segnale forte per allontanare chi ci vuole dividere seminando terrore. Siamo stati accolti con calore e ospitalità dai nostri fratelli e abbiamo scambiato momenti belli di pace e di amore”.

Anche a Firenze, presso il duomo, si è presentata una delegazione di musulmani, guidato dall’Imam, Izzledin Elzir, presidente dell’UCOII. “Molti di noi saranno a messa – aveva annunciato Elzir -. Come atto di solidarietà, unità, condivisione. Perché chi assassina un uomo di fede in un luogo di fede contraddice qualsiasi religione, qualsiasi umanità”.

A Torino, la delegazione musulmana si è presentata alla messa del mattino presso il santuario della Consolata e nella chiesa di largo Saluzzo a San Salvario. “Siamo qui oggi per riaffermare con più forza la vicinanza e l’affetto che lega la comunità credente musulmana alla comunità credente cristiana – ha detto Brahim Baya presidente dell’Associazione Islamica Delle Alpi – e per ripudiare ogni violenza nel nome di Dio”.

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